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    ISRAELE

    Approvata la legge per punire i crimini del 7 ottobre

    La legge

    L’11 maggio, quasi esattamente due anni e mezzo dopo le stragi del 7 ottobre 2023, il parlamento israeliano (la Knesset) ha approvato una “Legge per la persecuzione dei responsabili del massacro del 7 ottobre” che istituisce i tribunali e le procedure per i crimini commessi allora. La legge, approvata all’unanimità (93 favorevoli e nessun contrario), era stata presentata da Simcha Rothman (del Partito Sionista Religioso che fa parte della maggioranza di governo) e Yulia Malinovsky (di Yisrael Beytenu che fa parte dell’opposizione): un raro esempio di legislazione condivisa in una scena politica molto frammentata e conflittuale come quella israeliana.

    Il precedente

    La scelta di stabilire una corte speciale e una procedura particolare per i processi ai terroristi del 7 ottobre si basa su un precedente importante, quello che permise il processo ad Adolf Eichmann del 1961. Si tratta della “Legge sulla punizione dei nazisti e dei loro collaboratori”, approvata dalla Knesset il 1º agosto 1950, per fornire una base legale ai processi contro i responsabili della Shoah. Ispirandosi allo Statuto di Londra del 1945, che fu la base del processo di Norimberga, permetteva di punire reati come crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e appartenenza a organizzazioni criminali naziste, anche se commessi prima della nascita dello Stato di Israele e fuori dal suo territorio, garantendo al contempo il diritto di difesa degli imputati e l’efficacia del procedimento.

    La procedura

    Mentre però il processo Eichmann fu condotto dalla normale corte distrettuale di Gerusalemme, anche se con una procedura straordinaria e soprattutto dopo aver catturato il capo nazista all’estero, nel suo nascondiglio in Argentina, questa volta si è deciso di istituire sempre a Gerusalemme un tribunale militare speciale composto in primo grado da tre giudici per ogni caso. Il presidente è un giudice distrettuale in pensione (o equivalente), affiancato da altri due giudici qualificati come giudici distrettuali con particolare esperienza in diritto penale. In appello è prevista una corte separata composta da un presidente (giudice della Corte Suprema in pensione o equivalente) più due giudici distrettuali in pensione. I reati contestabili sono omicidio, terrorismo, stupro e altre forme di violenza sessuale, crimini di guerra, crimini contro l’umanità, crimini contro il popolo ebraico (nei termini già previsti dalla legge israeliana sul genocidio del 1950). I processi saranno pubblici: solo alcuni con udienze aperte, per ragioni di sicurezza, ma tutti filmati e trasmessi online per documentazione storica e trasparenza. Sono previste regole probatorie flessibili per accertare in ogni caso la verità, procedimenti accelerati, maggiori diritti per le vittime e familiari. Per i reati più gravi (omicidio, genocidio) la corte potrà applicare la pena di morte, come accadde a Eichmann. Per tutti gli imputati e i condannati la legge proibisce esplicitamente che essi siano scarcerati per eventuali scambi di prigionieri.

    Il senso della decisione

    Anche se non è ovviamente possibile paragonare il 7 ottobre alla Shoah, che fu migliaia di volte più grande, l’intento genocida è lo stesso e l’impatto sulla società israeliana è stato anche questa volta profondissimo, dato che la guerra iniziata allora continua a provocare vittime e distruzione. Come Ben Gurion decise che di fronte alla società israeliana e al mondo intero era necessario condurre contro Eichmann un processo regolare, condotto in maniera legittima e garantista, per mostrare che cosa fosse stata la Shoah, come e con che fini fosse stata condotta –  così oggi è necessario un processo ai terroristi del 7 ottobre; per chiarire al popolo israeliano il progetto genocida che lo ha motivato e la barbarie di chi vi ha preso parte ma anche per cercare di contrastare la propaganda negazionista e antisemita che è diventata dominante in tutto l’Occidente. Come ha dichiarato uno dei due proponenti, il presidente della Commissione Costituzionale, Simcha Rothman: “Lo Stato di Israele ha compiuto un passo storico verso la giustizia e la memoria nazionale. La legge per perseguire i terroristi del 7 ottobre è stata approvata, inviando un messaggio forte e chiaro ai nostri nemici: chiunque abbia massacrato, ucciso, violentato e rapito cittadini israeliani sarà processato e pagherà il prezzo più alto. Lo Stato di Israele non dimenticherà né perdonerà. Questo è un debito morale nei confronti delle vittime, delle famiglie in lutto, degli ostaggi e dell’intero popolo di Israele. Il mondo intero vedrà, sentirà e saprà esattamente quale crudele male lo Stato di Israele ha dovuto affrontare il 7 ottobre e come sta assicurando che tale male venga punito”.

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