
La fortezza di Beaufort, castello crociato situato nel sud del Libano, fu conquistata dall’esercito israeliano nel 1982, nel corso della prima guerra del Libano. Da quel momento divenne uno dei punti strategici più importanti della cosiddetta “fascia di sicurezza” israeliana nel Libano meridionale, mantenendo una posizione dominante sulla valle dello Zahrani e sull’area circostante. Nel corso degli anni, Beaufort assunse però un significato che andò ben oltre quello militare. La sua collocazione isolata, la continua esposizione agli attacchi e le condizioni operative sempre più difficili ne fecero uno dei simboli della lunga presenza israeliana nel sud del Libano, culminata nel ritiro unilaterale del maggio 2000.
Proprio da questa esperienza nasce una delle rappresentazioni più note della vicenda: il romanzo “Tredici soldati” di Ron Leshem, pubblicato in Israele nel 2005 con il titolo originale “Im Yesh Gan Eden” (Se esiste il paradiso). Il libro narra gli ultimi mesi di permanenza di un’unità israeliana nella fortezza prima dell’evacuazione definitiva. Leshem costruisce una narrazione corale che segue la vita quotidiana dei soldati all’interno del complesso fortificato: l’attesa, la paura e la routine militare. Beaufort diventa così un luogo sospeso, per il lettore e per i protagonisti. Il romanzo ottenne un forte riconoscimento in Israele, vincendo il Premio Sapir e imponendosi come una delle opere più significative sulla guerra del Libano e sulle sue conseguenze umane e generazionali.
Nel 2007 il libro è stato adattato per il cinema con il film Beaufort, diretto da Joseph Cedar, che ha co-sceneggiato la pellicola insieme allo stesso Leshem. Il film mantiene il contesto degli ultimi giorni di presenza israeliana nella fortezza, concentrandosi sul gruppo di soldati incaricati di difenderla fino all’ordine di evacuazione.
Beaufort ha ottenuto un importante riconoscimento internazionale, vincendo l’Orso d’Argento per la miglior regia al Festival di Berlino nel 2007 e ricevendo la candidatura all’Oscar come miglior film in lingua straniera.
Nel passaggio dalla storia alla letteratura e poi al cinema, Beaufort si è trasformata da avamposto militare a simbolo culturale: un luogo in cui si concentra l’esperienza della guerra nel Libano meridionale e in cui una generazione ha elaborato, attraverso la narrazione, il senso del limite, dell’attesa e della fine del conflitto.














