
Israele consolida la propria posizione tra i protagonisti dello sviluppo dell’intelligenza artificiale grazie ai risultati ottenuti da due delle sue principali università. Secondo il nuovo indice internazionale AI Production Capacity, il Technion – Israel Institute of Technology e l’Università di Tel Aviv figurano tra i trenta migliori atenei al mondo nello sviluppo di competenze, ricerca e imprenditorialità nel settore.
Il Technion si è classificato al 25º posto a livello mondiale, risultando inoltre quarto in Europa e primo in Israele. L’Università di Tel Aviv occupa, invece, il 28º posto nella graduatoria internazionale.
L’indice, elaborato dall’unità di ricerca della società statunitense W5, valuta il contributo degli atenei all’ecosistema dell’AI sulla base di diversi parametri: qualità della ricerca, trasferimento tecnologico, creazione di startup, infrastrutture di calcolo, offerta formativa e capacità di preparare professionisti destinati alle principali aziende del settore.
Il Technion si distingue soprattutto per la sua abilità nel trasformare la formazione in innovazione. È ottavo al mondo per numero di laureati che hanno fondato aziende di intelligenza artificiale e, in rapporto alle dimensioni dell’ateneo, raggiunge risultati paragonabili a quelli della Stanford University. Inoltre, supera Harvard per numero di docenti ed ex studenti impiegati nel settore dell’AI e per la propensione dei propri laureati a creare startup tecnologiche.
Commentando il risultato, il presidente dell’ateneo, Prof. Uri Sivan, ha ricordato come “nonostante l’enorme divario di risorse rispetto alle principali università americane e ad altre istituzioni di eccellenza nel mondo, il Technion sia riuscito a conquistare un posto tra le migliori università del pianeta e al vertice della classifica israeliana”.
Sivan ha anche sottolineato il ruolo storico dell’università nello sviluppo di questo settore: “I ricercatori del Technion sono stati tra i pionieri del machine learning, contribuendo a gettare le basi della leadership nell’intelligenza artificiale nel suo complesso”. Un percorso favorito anche dalla presenza nel Paese di centri di ricerca e sviluppo aziendale come Nvidia e Intel e dalle competenze maturate da molti ex membri dell’Unità 8200 dell’intelligence militare, che hanno contribuito alla crescita di un ambiente particolarmente favorevole all’innovazione.
La sfida dell’intelligenza artificiale non si gioca soltanto sulla quantità di risorse disponibili, ma anche sulla capacità di creare un ambiente in cui ricerca, formazione e impresa possano crescere insieme. È proprio questa combinazione ad aver permesso a Israele di trasformare il proprio capitale umano in uno degli elementi centrali della competizione tecnologica globale.
Foto credit: Technion













