
“I giorni non diventano più facili. La nostalgia cresce”. A quasi tre anni dall’attacco del 7 ottobre, Yarden Bibas ha pubblicato sui social un messaggio dedicato al figlio Ariel nel giorno in cui avrebbe compiuto sette anni.
Ariel Bibas era nato il 5 agosto 2019. Il 7 ottobre 2023, all’età di 4 anni, fu rapito dal kibbutz Nir Oz insieme alla madre Shiri e al fratellino Kfir durante l’assalto di Hamas nel sud di Israele. Il padre, Yarden, venne rapito separatamente. Liberato nel febbraio 2025, ha poi scoperto che la moglie e i due figli erano stati uccisi durante la loro prigionia.
Con i loro capelli rossi, Ariel e Kfir sono diventati uno dei simboli più riconoscibili della terribile vicenda degli ostaggi. In Israele e nel mondo il colore arancione è stato adottato come segno di solidarietà nei confronti della famiglia Bibas.
Nel messaggio pubblicato sui social, Yarden descrive un dolore che il tempo non riesce ad attenuare. “Invece di festeggiare il tuo compleanno, invece di andare con la mamma a comprare tutto per la tua festa, sono seduto qui accanto a te, nell’unico posto in cui mi sento più vicino a te”, scrive.
“Ogni cosa bella mi sembra vuota e priva di significato. In tutto ciò che faccio non posso fare a meno di pensare a te e a quanto sarebbe stato più bello se fossimo stati tutti insieme”, prosegue, ricordando una quotidianità ormai vuota e spenta.
Yarden ricorda anche le feste organizzate ogni anno in kibbutz. “Chuki, non posso sollevarti sulla sedia del tuo compleanno e non potrò nemmeno vederti aprire con entusiasmo tutti i regali che avresti ricevuto”.
La lettera si conclude con un ultimo pensiero rivolto al figlio: “Spero che lassù in cielo ti stiano sollevando e festeggiando per il tuo compleanno. Sono sicuro che la mamma ti ha organizzato la festa più bella possibile, proprio come facevamo ogni anno al kibbutz”.
Anche numerose organizzazioni ebraiche internazionali, tra cui l’American Jewish Committee, hanno ricordato il compleanno di Ariel, rendendo omaggio a una giovane vita tragicamente spezzata.
In foto: Ariel Bibas Credit: Famiglia Bibas














