
È scomparso all’età di 90 anni Giacomo Piperno. Attore, doppiatore e interprete versatile tra cinema, televisione e teatro lascia un vuoto profondo non solo nel mondo dello spettacolo italiano, ma anche tra quanti hanno condiviso con lui un percorso artistico e umano.
A ricordarlo Giordana Sermoneta, sua allieva e regista del Laboratorio teatrale della Compagnia del Teatro giudaico-romanesco, che con lui ha collaborato per oltre trent’anni. “Lui ha il merito di averci aiutato a creare la Compagnia. – racconta Sermoneta – Prima eravamo solo un gruppo di amici che si divertivano a scrivere, con lui è diventata una Compagnia stabile e ora è un Laboratorio teatrale”. Il loro incontro è avvenuto al Centro di Cultura Ebraica: “In quel momento stavamo scrivendo la commedia ‘Pur’io riderio’ – aggiunge – Piperno stava approfondendo le proprie origini quando ci è stato presentato da Bice Migliau, che disse: ‘Questo è un attore vero’. Lo invitai alle prove e non se n’è più andato per i successivi trent’anni”.
Da quella collaborazione è nata la Compagnia del Teatro giudaico-romanesco, fondata da Giacomo Piperno, Giordana Sermoneta e Mirella Calò, che negli anni ha portato in scena numerosi spettacoli, contribuendo alla valorizzazione della cultura ebraica. Sermoneta ricorda il rigore professionale e l’insegnamento costante dell’attore: “Con lui abbiamo fatto tante cose, anche i sonetti di Crescenzo Del Monte: è lui che mi ha insegnato a leggere, capire e recitarli. Per me è stato un amico, una persona che mi è stata vicina nei momenti difficili della vita. Quello che so fare me l’ha insegnato lui”. “Verso di lui provo bene e gratitudine. Anche se noi eravamo dilettanti, il suo livello di professionalità era sempre altissimo. E se arrivavo alle prove senza sapere la parte, quanto si arrabbiava!”, ricorda con affetto.
Nato a Roma il 20 gennaio 1936, Giacomo Piperno riuscì a sfuggire alle deportazioni nazifasciste rifugiandosi in Svizzera con la famiglia. Debuttò nel 1960 con un ruolo televisivo in ‘Tenente Sheridan: una gardenia per Helena Carrel’. Nel corso della sua lunga carriera ha lavorato con alcuni dei più importanti registi italiani, interpretando ruoli drammatici, storici e comici in film come ‘Sacco e Vanzetti’ di Giuliano Montaldo, ‘Rugantino’ di Pasquale Festa Campanile, fino all’episodio ‘In banca’ di ‘Tu mi turbi’ con la regia di Roberto Benigni, per il quale ha recitato anche in ‘Il piccolo diavolo’. Inoltre ha interpretato ruoli in ‘Il camorrista’ di Giuseppe Tornatore, ‘Splendor’ di Ettore Scola, ‘Porte aperte’ di Gianni Amelio, ‘Il portaborse’ di Daniele Luchetti e ‘Pasolini, un delitto italiano’ di Marco Tullio Giordana. Ha inoltre preso parte a numerose produzioni televisive e si è distinto anche come doppiatore, prestando la propria voce ad attori come Gene Hackman e Philippe Leroy.














