
Il Salone Internazionale del Libro di Torino torna al Lingotto Fiere fino al 18 maggio sotto la direzione di Annalena Benini per accogliere la comunità di lettori e lettrici di ogni età. Il tema della XXXVIII edizione sarà “Il mondo salvato dai ragazzini”, dal libro di Elsa Morante pubblicato nel 1968, un’opera che in realtà contiene molti libri, che sfugge alle classificazioni ed evoca la possibilità di essere molteplici, grandi e poetici. È lo spirito dell’edizione del Salone di quest’anno. Un’avventura intensa e giocosa, in cui imparare a muoversi e a incontrarsi tra le parole e a trovare nella letteratura, nell’arte, e nel presente, la gioia di conoscere e abitare il mondo. Il mondo non è ancora stato salvato, ma se c’è qualcuno che può farlo sono le ragazzine e i ragazzini. Non solo perché a loro stiamo per consegnare tutto, ma anche perché insieme possiamo creare un nuovo modo di stare insieme: con il senso della curiosità e della libertà, con il gusto dell’esplorazione e dell’ascolto, accettando il mistero e le contraddizioni.
Il manifesto de “Il mondo salvato dai ragazzini” è stato realizzato dall’illustratrice Gabriella Giandelli che ha immaginato l’energia e la forza incontenibile di un gruppo di ragazzini che si nascondono dietro a un muro vegetale. La loro forza è prorompente e irriverente, nutre e fa crescere la speranza in un mondo più vero. Un mondo in cui il fantastico e il sogno possono esistere insieme alla realtà, nello stesso tempo. Il loro pensiero e la loro fantasia fanno germogliare le piante e sbocciare i fiori, riempiono gli occhi e tutti i sensi di una nuova vitalità, fresca.

In occasione dell’edizione 2026, il Salone del Libro accoglierà come regione ospite l’Umbria e come paese ospite la Grecia, presenti con uno stand al padiglione Ovale, dove cureranno nei giorni dell’evento una programmazione dedicata.
L’edizione 2026 si presenta con numeri imponenti: oltre 2.700 eventi, 1.250 marchi editoriali e più di 500 stand distribuiti nei padiglioni del Lingotto. Accanto ai grandi numeri resta anche il dibattito sulla trasformazione della manifestazione. Sui social e nei forum dedicati ai lettori emergono opinioni contrastanti: c’è chi considera il Salone ancora un luogo fondamentale per scoprire editori indipendenti e nuove voci, e chi invece lamenta affollamento e crescente centralità delle grandi case editrici. In questo scenario, gli incontri sul Medio Oriente e sull’ebraismo assumono un valore particolare: non soltanto eventi culturali, ma occasioni per capire come la letteratura e il pensiero possano ancora costruire spazi di dialogo dentro una stagione attraversata da conflitti e divisioni. Tra gli appuntamenti più attesi figurano incontri dedicati al rapporto tra religioni e conflitti contemporanei, alla memoria della Shoah, all’antisemitismo in Europa e alle prospettive di pace in Medio Oriente. Il tema dell’ebraismo sarà affrontato da storici, scrittori, giornalisti e rappresentanti del dialogo interreligioso, in un contesto che vuole evitare sia la polarizzazione politica sia la riduzione del dibattito a slogan.
Il Salone conferma anche quest’anno la propria vocazione a luogo di confronto culturale più che semplice vetrina editoriale. Torino prova a offrire uno spazio di discussione pubblica capace di tenere insieme memoria storica, identità e complessità geopolitica.
Photo credit: Salone Internazionale del Libro Torino















