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    Mondo

    Alluvione Nepal: IsraAID in soccorso, due israeliani e 30 visitatori tra i dispersi

    Due israeliani e circa 30 visitatori ebrei figurano tra le migliaia di dispersi in Nepal, dopo la devastante alluvione provocata il 26 agosto scorso dal crollo di un ghiacciaio. Il bilancio ha superato le 1.200 vittime, mentre il numero delle persone non rintracciate è salito a oltre 5 mila.
    Secondo il Jewish News Syndicate (JNS), tra i dispersi ci sono un israeliano di 60 anni e una donna di 41 anni con doppia cittadinanza israeliana e bielorussa. Chabad del Nepal ha riferito che anche circa 30 visitatori risultano ancora irreperibili. “Siamo in contatto con le famiglie, le comunità locali e le autorità sul posto”, ha affermato Chani Lifshitz, co-direttrice di Chabad del Nepal, spiegando che vengono verificati “ogni rapporto, ogni nome, ogni luogo e ogni possibile pista”. La massa di acqua, fango e detriti ha travolto e sepolto edifici e veicoli lungo decine di chilometri, mentre strade, ponti e altre infrastrutture sono state gravemente danneggiate, rendendo particolarmente difficili le operazioni di ricerca e identificazione.
    A portare soccorso è arrivata anche IsraAID, organizzazione umanitaria non governativa israeliana specializzata negli interventi dopo calamità naturali ed emergenze. A soli due giorni dall’alluvione, una squadra di sette operatori, composta da personale locale e internazionale, ha iniziato a lavorare in Nepal, concentrandosi sulla distribuzione degli aiuti e sul sostegno alle comunità colpite.
    L’organizzazione distribuisce kit per l’igiene personale e altri beni essenziali. Particolare attenzione è rivolta ai bambini, ai quali IsraAID offre anche supporto psicologico per aiutarli ad affrontare le conseguenze del trauma.
    Migliaia di persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni e vivono ora in rifugi temporanei. “Molte delle zone più colpite sono ancora inaccessibili, ma stiamo facendo tutto il possibile”, ha spiegato Mai Leshem, responsabile della missione di IsraAID in Nepal.
    L’Ong aveva già operato in Nepal dopo il forte terremoto del 2015, rimanendo nel Paese fino al 2019 e raggiungendo oltre 600 mila persone con programmi di protezione e sostegno psicologico. IsraAID ha fatto sapere che continuerà a fornire assistenza finché il suo intervento potrà essere utile. L’organizzazione ha risposto negli anni a emergenze provocate da terremoti, uragani e altre calamità in numerosi Paesi.

    In foto: Area di Impatto Frontaliero (Gyirong Port / Valico di Rasuwagadhi) – Google Earth

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