
Due università israeliane rientrano nella top 10 mondiale per numero di founder di startup tra i propri laureati, secondo l’ultima analisi basata sui dati di PitchBook e pubblicata dalla società di venture capital Andreessen Horowitz (a16z).
L’Università di Tel Aviv si colloca al settimo posto con circa 865 imprenditori che hanno raccolto complessivamente circa 30 miliardi di dollari. Il Technion – Israel Institute of Technology è decimo, con 783 imprenditori e circa 23 miliardi di dollari raccolti. Israele è l’unico Paese, oltre agli Stati Uniti, a vantare due atenei nella top 10, elemento che evidenzia la forte densità di imprenditorialità high-tech rispetto alla popolazione.
Lo studio si basa sull’analisi di oltre 170.000 founder di startup a livello globale che hanno ottenuto finanziamenti di venture capital tra il 2014 e il 2025.
Secondo il report, le università israeliane, come anche quelle indiane, superano le prestigiose università americane della Ivy League per “efficienza imprenditoriale”. In cima alla classifica per numero assoluto di founder c’è l’Università della California – Berkeley (1.804), mentre l’Università della Pennsylvania guida per capitale totale raccolto dai laureati, con oltre 120 miliardi di dollari.
Il rapporto individua, inoltre, tre poli chiave del boom dell’intelligenza artificiale: Stanford, definita la principale “fabbrica di IA”, il MIT, leader nell’integrazione tra IA, robotica e biotech, e l’Università di Toronto, principale hub AI al di fuori degli Stati Uniti. Il Technion e l’Università di Tel Aviv emergono come centri rilevanti nella formazione di imprenditori attivi in cybersecurity e computer vision.
Nel complesso, il 2026 viene descritto come un’“età dell’oro” per giovani imprenditori grazie alla riduzione dei costi di accesso alla potenza di calcolo, che consente a piccoli team di sviluppare prodotti un tempo possibili solo con grandi strutture aziendali.
In foto: Facoltà di Informatica del Technion – Israel Institute of Technology















