
Una scoperta archeologica inattesa riaccende il fascino dei misteri sotterranei della Città di Gerusalemme. Un antico tunnel scavato nella roccia, lungo circa 50 metri, è stato rinvenuto durante alcuni lavori preparatori per la costruzione di un nuovo quartiere a nord di Ramat Rachel, alle porte di Gerusalemme. Gli esperti, tuttavia, non sono ancora riusciti a stabilire con certezza quale fosse la sua funzione originaria.
Il ritrovamento è avvenuto nel corso degli scavi preventivi condotti dall’Autorità israeliana per le Antichità nell’area destinata a ospitare centinaia di nuove unità abitative e spazi pubblici. Secondo gli archeologi, la scoperta è stata quasi casuale: inizialmente gli studiosi avevano individuato una cavità naturale nel terreno roccioso, che si è poi rivelata parte di una struttura molto più complessa. Il tunnel presenta dimensioni considerevoli: in alcuni punti raggiunge circa cinque metri d’altezza e tre di larghezza. Gli esperti sottolineano che l’opera appare realizzata con notevole precisione tecnica, segno di una pianificazione accurata e dell’impiego di importanti risorse umane.
Tra le ipotesi al vaglio vi è quella che la struttura fosse collegata a un’antica cava oppure alla produzione di calce. Al momento, però, nessuna teoria ha trovato conferme definitive. Una parte del percorso risulta ancora ostruita da crolli e accumuli di terreno sedimentati nel corso di secoli, forse millenni, lasciando aperta la possibilità che ulteriori scavi possano fornire nuovi elementi. Gerusalemme continua così a restituire frammenti del proprio passato nascosto.















