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    Cultura

    La Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano protagonista di Open House Roma

    Quest’anno, per la prima volta, la Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano “Tullia Zevi” ha partecipato a Open House Roma, il festival dedicato alla scoperta dell’architettura e del patrimonio culturale della città, in programma dal 16 al 24 maggio 2026.

    La Biblioteca ha preso parte all’iniziativa con due appuntamenti gratuiti: domenica 17 maggio si sono svolti sei turni di visite guidate all’edificio, mentre lunedì 18 maggio si è tenuto l’incontro “La Biblioteca Tullia Zevi: un progetto culturale al femminile”, dedicato alla figura di Tullia Zevi, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane dal 1983 al 1998 e fondatrice della biblioteca nel 1990.

    L’incontro è stato introdotto da Valeria Milano e Diletta Cesana della Fondazione Beni Culturali Ebraici. Tra gli interventi, quello della scultrice Ariela Böhm, laureata in Scienze biologiche, che ha lavorato per anni sotto la direzione della professoressa Rita Levi Montalcini all’Istituto di Biologia Cellulare del CNR di Roma.

    Fu proprio Tullia Zevi a commissionare a Böhm la scultura collocata all’ingresso della Biblioteca. “Quando ho ricevuto l’incarico di progettare una scultura per la biblioteca ho subito pensato a una mezuzà, un piccolo oggetto della vita quotidiana ebraica che si pone sugli stipiti delle porte, e questo ingresso è la porta che introduce alla biblioteca”, ha raccontato la scultrice. Böhm ha illustrato l’opera, spiegando la tecnica della ceramica Raku e la scelta degli elementi che la caratterizzano, tra cui la lettera ebraica “Shin” e alcuni triangoli, “sparsi e uniti tra loro”, a simboleggiare ogni ebreo come individuo e, insieme, il popolo ebraico nel tempo.

    A seguire, l’intervento dell’archivista Keren Perugia, che ha approfondito la storia della Biblioteca e in particolare la figura di Tullia Zevi. “La biblioteca nasce su impulso dell’allora presidente dell’UCEI Tullia Zevi, con l’obiettivo di preservare e conservare un patrimonio che rischiava di andare disperso”, ha spiegato. La Biblioteca, che svolge anche il ruolo di archivio, custodisce circa 25.000 volumi. Tra questi vi sono anche i libri personali di Zevi, donati al centro bibliografico, “una testimonianza significativa del suo impegno culturale e civile”. Perugia ha aggiunto: “Preservare il patrimonio significa preservare la memoria e difendere le testimonianze. Ricordare che l’ebraismo non è fatto solo di avvenimenti e personaggi, ma anche di persone che hanno lasciato segni sia nella storia ebraica sia nella vita quotidiana”.

    In chiusura è intervenuto Giorgio Segrè, componente di Giunta della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia con delega per la Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano. Segrè ha invitato i presenti a osservare il maestoso soffitto della biblioteca: lo “Zodiaco”, lucernario dipinto a olio su legno che interpreta, attraverso elementi ebraici, il ciclo del tempo, realizzato da Emanuele Luzzati nel 1990. Successivamente ha illustrato il lavoro della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia, che collabora con il Ministero della Cultura nella tutela e valorizzazione del patrimonio ebraico italiano.

    Un incontro importante, che ha messo in luce l’impegno nella tutela e valorizzazione della cultura ebraica, dimostrando l’importanza del contributo di figure che, come Tullia Zevi, hanno fatto sì che questo patrimonio non andasse disperso.

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