
“Chi salva delle vite salva un mondo intero” è la frase del Talmud apposta sulla medaglia di “Giusti Tra Le Nazioni”, la più alta onorificenza civile dello Stato d’Israele che il Memoriale dello Yad Vashem attribuisce a coloro che si sono distinti per aver salvato delle vite a persone di religione ebraica durante la Shoah.
Una frase che descrive appieno il coraggio di Laura Maria Arduini Mazzei e dei coniugi Marcello e Ada Via, che salvarono i coniugi Masino Coen e Laura Sonnino, e la famiglia Sadun.
Tra il 23 settembre 1943 e il 4 giugno 1944, a seguito dell’occupazione nazista, i coniugi Masino Coen e Laura Sonnino trovarono rifugio presso l’appartamento a Via Bezzacca, a Roma, gestito da Luigia Arduini, dove vivevano anche la nipote Laura Arduini Mazzei e il fratello Carlo. Durante quel periodo difficile, la famiglia condivise con i coniugi ebrei il poco cibo che avevano e li nascosero fino alla liberazione di Roma.
La famiglia ebraica Sadun, residente a Firenze, trovò la salvezza invece grazie ai coniugi Marcello Via e Ada Brandizzi, con cui erano legati da una forte amicizia. L’occupazione tedesca del 1943 costrinse i Sadun a spostarsi in varie pensioni, ma quando una delle figlie si ammalò, la madre Jole si rivolse alla famiglia Via per chiedere che la ospitassero. Questi ultimi non solo l’accolsero, ma offrirono rifugio all’intera famiglia. I Sadun rimasero nascosti fino al 12 febbraio 1944 quando, per non esporre i salvatori a ulteriori rischi, riuscendo infine a scappare e rifugiarsi in Svizzera il 22 febbraio dello stesso anno.

Per celebrare i salvatori la Fondazione Museo della Shoah e l’Ambasciata di Israele in Italia hanno organizzato presso la Casina dei Vallati la cerimonia per l’attribuzione dell’onorificenza ai coniugi Marcello e Ada Via e a Laura Maria Arduini. Hanno ritirato i riconoscimenti Patrizia Mazzei, figlia di Arduini, e Giuseppe Nusiner, nipote dei coniugi Via. La cerimonia è stata moderata dal giornalista Luca Monticelli.
Mario Venezia, Presidente della Fondazione Museo della Shoah, ha sottolineato l’importanza dell’onorificenza di Giusto tra le Nazioni che riconosce il merito dei salvatori e ne custodisce il ricordo, portando speranza. Venezia ha affermato: “Anche in quei momenti terribili in cui la vita delle persone era messa a repentaglio soltanto perché si apparteneva a una religione diversa, c’è chi ha rischiato la propria vita e quella dei propri familiari per aiutare qualcuno”.

Victor Fadlun, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, ha aggiunto, “Il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni premia scelte concrete, azioni che hanno avuto effetti reali sulla vita delle persone e che hanno permesso a nuove generazioni di fiorire. Custodire la memoria non significa soltanto ricordare chi è stato perseguitato e chi non è tornato, ma ricordare anche chi ha avuto il coraggio di mettere in gioco la propria vita per salvare quella degli altri”.
Lior Keinan, Vice Ambasciatore dell’Ambasciata d’Israele in Italia, ha ribadito l’importanza della memoria della Shoah per lo Stato d’Israele, affermando: “Sei milioni di ebrei furono assassinati dal nazismo e dai suoi collaboratori, tra cui migliaia di ebrei italiani. Ma accanto a questa oscurità vi furono uomini e donne che ebbero il coraggio di scegliere il bene e di salvare vite umane, rischiando le proprie. Per questo li ricordiamo oggi. Il loro esempio ci insegna che anche nei momenti più bui è possibile scegliere l’umanità”.
Presenti alla cerimonia anche Carola Funaro Bublil, Vice Presidente della Comunità Ebraica di Roma e Assessore alla Memoria, e Giacomo Moscati, Assessore alla Cultura.
A seguire, l’intervento di Silvia Haia Antonucci, che ha supportato la ricerca documentale dell’Archivio Ebraico di Roma nel recupero delle storie dei salvati. Antonucci ha raccontato di come si è risaliti ai discendenti di Masino Coen e Laura Sonnino; una ricerca innescata dalla casuale visita medica di Patrizia Mazzei, figlia di Laura Maria Arduini, che nel vedere la targa apposta all’Ospedale Israelitico in memoria dei salvati Masino Coen e Laura Sonnino, ha portato avanti la ricerca dei discendenti, entrando infine in contatto con Salvatore Manasse, nipote di Coen e Sonnino.

Manasse ha commentato: “Io non ero al corrente di quello che era successo ai miei nonni durante la guerra. Oggi per me è un grande traguardo: Luigia Arduini e Laura Maria Arduini hanno alleviato la sofferenza dei miei nonni. Sono felice che oggi abbiano potuto ricevere l’onorificenza”.
Patrizia Mazzei, che ha salutato le sorelle Tiziana e Loredana presenti in sala, ha riportato: “Noi oggi ricordiamo Laura Maria Arduini e suo fratello Carlo, e li ringraziamo perché in un momento di buio assoluto hanno scelto di andare controcorrente. Oggi i discendenti dei salvati sono qui: quel coraggio quotidiano ha generato un futuro”.
A seguire, Odoardo Sadun, discendente di Gualtiero Sadun, ha ringraziato i discendenti dei salvati: “La vostra presenza dimostra che la storia è realtà e gratitudine. Questa storia insegna che anche nel momento più buio l’essere umano conserva la facoltà di scegliere per il bene”.
Infine, il saluto di Giuseppe Nusiner, nipote dei coniugi Via, che ha raccontato la commozione della ricostruzione della storia del salvataggio, di come confrontando pagine di diario e documenti dei Via con quelli custoditi da Odoardo Sadun, si è risaliti alla storia dei salvatori e dei salvati.
In chiusura, il Vice Ambasciatore Keinan ha consegnato la medaglia ai discendenti dei salvatori Patrizia Mazzei e a Giuseppe Nusiner.
Una cerimonia importante, che riafferma il valore della memoria della Shoah e di chi si è distinto in un periodo così tragico per il popolo ebraico facendo la scelta giusta e coraggiosa: salvare delle vite. Il ricordo di Marcello e Ada Via e di Laura Maria Arduini Mazzei lega il passato e il futuro nella speranza che l’essere umano possa decidere anche nei contesti più bui di essere coraggiosi e fare la scelta giusta.














