Skip to main content

Ultimo numero Luglio – Agosto 2026

Scarica il Lunario

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati


    EUROPA

    Ritrovato dopo 78 anni il luogo di sepoltura di Shlomo Haimson

    Per quasi 78 anni il suo nome era rimasto senza una tomba. Ora, dopo una lunga indagine, l’esercito israeliano ha identificato il luogo in cui furono sepolti i resti di Shlomo Haimson, giovane ebreo nato in Romania e ucciso a Cipro nel 1948 mentre tentava di raggiungere la sua famiglia in Israele.

    La storia di Shlomo Haimson attraversa alcune delle pagine più drammatiche della storia del popolo ebraico: la Shoah, l’immigrazione clandestina verso la Palestina mandataria, i campi di detenzione britannici a Cipro e i primi mesi dello Stato di Israele.

    Nato in Romania nel 1930, Haimson aveva perso il padre durante la Shoah. Al termine della Seconda guerra mondiale partì verso la Terra d’Israele insieme alla madre e alla compagna, ma la nave sulla quale viaggiavano fu intercettata dalle autorità britanniche. I passeggeri furono deportati nei campi di detenzione allestiti a Cipro, allora colonia britannica.

    Durante la permanenza nel campo, Haimson si unì a un’organizzazione legata alla Haganah e iniziò ad addestrarsi per diventare un combattente. Il suo obiettivo era raggiungere la futura patria e contribuire alla costruzione dello Stato ebraico. Nel maggio 1948, con la nascita dello Stato di Israele, la madre e la compagna furono liberate e riuscirono a raggiungere Israele, stabilendosi nel Negev. Haimson, però, rimase a Cipro.

    Poi arrivò una notizia destinata a cambiare tutto: nel settembre del 1948 seppe che era nata sua figlia, Miriam. Decise allora di tentare la fuga dal campo per poter finalmente raggiungere la sua famiglia.

    Nella notte tra il 29 e il 30 settembre, Haimson e altri otto detenuti tentarono di oltrepassare le recinzioni del campo. Furono scoperti dalle guardie, che aprirono il fuoco. Haimson venne ucciso. Gli altri otto furono catturati e ricondotti nel campo.

    Il giovane venne inizialmente sepolto nel cimitero ebraico di Margo, a Cipro. Nel 1970, i suoi resti furono trasferiti insieme a quelli di altre persone sepolte nello stesso cimitero e nuovamente inumati a Haifa. Ma senza un’identificazione precisa: Haimson divenne, nei registri, uno degli “ignoti”. Per decenni la sua famiglia non ha dunque avuto un luogo certo in cui ricordarlo.

    La svolta è arrivata grazie a una lunga indagine condotta dall’unità dell’IDF incaricata dei dispersi e dal Rabbinato militare, in collaborazione con il Ministero della Difesa israeliano e alcune associazioni cipriote. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire il percorso dei resti trasferiti da Cipro a Israele e a stabilire che Haimson era stato sepolto nella sezione dedicata agli immigrati del cimitero di Haifa.

    La famiglia è stata informata della scoperta nella serata di martedì.

    A quasi otto decenni dalla sua morte, Shlomo Haimson non è più un nome senza tomba. La sua storia, rimasta per generazioni sospesa tra memoria e oblio, ha finalmente trovato un luogo preciso nella terra che aveva cercato di raggiungere.

    Aveva perso il padre nella Shoah. Aveva 18 anni quando, appena saputo di essere diventato padre, decise di rischiare la vita per tornare dalla sua famiglia. Morì prima di poter conoscere sua figlia. Oggi, dopo 78 anni, quella storia può finalmente essere raccontata anche attraverso un luogo: una tomba a Haifa, non più anonima, che restituisce a Shlomo Haimson il suo nome e alla sua famiglia la possibilità di avere un posto in cui ricordarlo.

    photo credit: IDF SPOKESPERSON’S UNIT

    CONDIVIDI SU: