
Crescono gli episodi di antisemitismo nelle scuole britanniche. A denunciarlo è un rapporto del gruppo per i diritti dei genitori ‘Parents Against Antisemitism’, pubblicato dal Times e basato su oltre cento testimonianze anonime presentate alla Commissione d’inchiesta indipendente del governo sull’antisemitismo nelle scuole. Lo riporta il Times of Israel.
Le segnalazioni descrivono molestie che vanno dai saluti nazisti ai riferimenti alla Shoah, fino a minacce di violenza e teorie del complotto antisemite. Una madre, identificata come Sarah, ha raccontato che il figlio, unico studente ebreo in classe, è stato circondato da compagni che facevano il saluto nazista durante una rievocazione storica. In seguito, alcuni studenti avrebbero rinominato un gruppo Snapchat “F***Israele, Heil Hitler”. Secondo il rapporto, il ragazzo è stato anche accusato con messaggi vocali di essere un pedofilo “che pensa di farla franca perché ebreo”, mentre i compagni di classe ripetevano stereotipi sugli ebrei e sull’11 settembre. “Ha perso fiducia negli insegnanti, abbiamo dovuto ritirarlo da scuola”, ha detto la madre.
Un altro genitore, Tessa, ha riferito che dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 i suoi figli hanno subito molestie quotidiane: cori antisemiti, svastiche sui muri e minacce come “manderemo la nostra famiglia a decapitare la vostra, come meritano gli ebrei”. La donna sostiene anche che una insegnante abbia definito “propaganda israeliana” le notizie sugli ostaggi israeliani.
Secondo i genitori, le scuole intervengono sui singoli episodi ma mancano strategie efficaci contro l’antisemitismo. Il Ministero dell’Istruzione britannico ha definito le accuse “orribili e preoccupanti”.
Nel Regno Unito gli episodi antisemiti sono aumentati drasticamente dopo il 7 ottobre. Il Community Security Trust ha registrato circa 3.700 casi nell’ultimo anno.
Tra gli episodi più gravi, la recente aggressione al ventiduenne israeliano Shalev Ben Yakar nel quartiere londinese di Golders Green. Il giovane è stato inseguito da cinque uomini che urlavano insulti in arabo, trascinato in strada, spogliato e picchiato fino quasi a perdere i sensi. “È un periodo buio per l’Europa, come durante la Shoah”, ha affermato il giovane al Jerusalem Post.















