
Ci sono nomi che scorrono via senza lasciare traccia, e poi ci sono nomi che scegliamo di trattenere.
Non è sempre facile ricordare. I nomi si confondono, si perdono tra mille volti, mille storie. Per alcuni è naturale, per altri è uno sforzo continuo.
Eppure, nella tradizione ebraica, il nome non è mai un dettaglio.
Nel libro di Shemot il popolo d’Israele nasce come collettività proprio nel momento in cui i nomi vengono elencati. Non come numeri, non come massa indistinta — ma come individui. Perché ricordare un nome significa riconoscere una presenza nel mondo.
Forse è per questo che durante la lunga prigionia degli ostaggi a Gaza ho deciso di dedicare le mie mitzvot a uno degli loro, e che quando l’ho fatto non ho scelto un volto, ho scelto un nome. Elkana Buhbut.
Un nome che, quasi ironicamente, non mi era estraneo. Un cognome familiare, vicino, quasi “di casa” qui a Madrid. Come se, tra tutti, fosse quello che aveva trovato un varco nella mia memoria. E da quel momento, ogni gesto ha iniziato a cambiare. Non più azioni astratte, ma atti diretti. Non più mitzvot generiche, ma dedicate. Intenzionali. Vive. Ogni berachà, ogni piatto preparato, ogni attenzione in più aveva un destinatario.
Oggi è arrivata una notizia che mi ha commossa; Elkana diventerà di nuovo padre. E allora qualcosa si sposta dentro. Perché improvvisamente il tempo non è più sospeso. Non è più solo attesa, dolore, incertezza. È futuro.
Nella tradizione ebraica, portare vita nel mondo è una delle più alte espressioni di fede. Non perché ignori il dolore, ma perché lo attraversa. Non perché dimentichi, ma perché sceglie comunque di costruire. La vita che arriva non cancella ciò che manca, ma lo sfida. E forse, in questo momento, ricordare un nome significa anche questo: non permettere che la storia si fermi nel punto della paura. Ma accompagnarla verso ciò che verrà.
Vi propongo oggi una ricetta sefardita molto golosa, per festeggiare una buona notizia in un periodo tanto oscuro.
Stufato di manzo al miele, datteri e spezie
Ingredienti
- 1 kg di manzo a pezzi (spalla o reale)
- 2 cipolle grandi
- 3 cucchiai olio
- 2 cucchiai miele
- 150 g datteri denocciolati
- 1 cucchiaino cannella
- ½ cucchiaino cumino
- ½ cucchiaino pepe nero
- Sale q.b.
- 500 ml brodo (o acqua)
- opzionale: mandorle tostate
Preparazione
Rosolate bene la carne nell’olio fino a sigillarla su tutti i lati. Aggiungete quindi le cipolle affettate sottili e lasciate appassire lentamente. Unite miele e spezie, mescolando per far sprigionare i profumi. Versate il brodo, coprite e lasciate cuocere a fuoco basso per circa 2 ore. A metà cottura aggiungete i datteri. Continuate finché la carne diventa tenerissima e la salsa densa. Completate con mandorle tostate se desiderate.















