
La ricorrenza di Shavuot — settimane in ebraico — cade sette settimane dopo Pesach, tra maggio e giugno; è la Festa delle Primizie, legata al raccolto del grano, ma celebra anche il dono dei Dieci Comandamenti sul Monte Sinai.
Se Pesach aveva spezzato le catene della schiavitù, Shavuot dà alla libertà una direzione. Le parole incise nella pietra non sono un giogo ma una mappa d’identità: un popolo che sceglie di farsi custode di un messaggio universale.
Quando il Tempio esisteva, i pellegrini portavano cesti colmi dei sette frutti della terra, ornati di fiori e ghirlande. Oggi le sinagoghe si riempiono di fiori freschi per richiamare quello sfarzo antico. Terra e cielo, grano e parola: Shavuot è tutto questo insieme.
Foto e dati anagrafici dall’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma “Giancarlo Spizzichino”














