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    ROMA EBRAICA

    A Roma il riconoscimento di Yad Vashem a due Giusti tra le Nazioni

    Fare la scelta giusta nei momenti difficili è un atto di coraggio da non dare per scontato. Per questo motivo, lo Yad Vashem ha conferito l’onorificenza di “Giusti tra le Nazioni” alla memoria della marchesa Maria Cristina Marconi Bezzi Scali, vedova del Premio Nobel Guglielmo Marconi, e dell’ambasciatore spagnolo Domingo De Las Bárcenas y Lopez Mollinedo, che durante la Shoah hanno salvato la famiglia Politzer.

    Dopo le leggi razziali del 1938, il dottor Renato Politzer, originario di Trieste e trasferitosi a Roma, poté continuare a esercitare la propria professione grazie a dei certificati di battesimo falsi. Era il medico di fiducia dell’ambasciatore De Las Bárcenas e della marchesa Maria Cristina Marconi.

    Il 16 ottobre 1943, grazie all’avviso tempestivo di un’amica, Politzer fuggì con la moglie Nora e la figlia Chiarella, scampando al rastrellamento del Ghetto. Il dottore e la moglie furono ospitati presso la dimora della marchesa Maria Cristina Marconi, che offrì loro non solo un rifugio, ma anche l’affetto di una vera amica. La figlia Chiarella, invece, trovò rifugio presso la Santa Sede nella famiglia dell’ambasciatore spagnolo Domingo De Las Bárcenas, dove rimase per due mesi. Nel dicembre 1943, finalmente, i Politzer rientrarono nella propria casa ricongiungendosi a Chiarella. Lì, con l’aiuto di un portiere e di un ufficiale di polizia la cui identità rimane ignota, furono protetti con alcuni escamotage pensati per allarmarli in caso di pericolo.

    Una famiglia che scampò all’orrore della Shoah grazie al coraggio di due persone che, in un momento di grande pericolo, scelsero di rischiare tutto pur di salvarli: un gesto che fece la differenza e che ancora oggi rimane nella memoria dei loro discendenti.

    Mercoledì 20 maggio 2026 i due salvatori sono stati insigniti del titolo di “Giusti tra le Nazioni”, il più grande riconoscimento civile che lo Yad Vashem riserva agli individui distintisi per aver salvato gli ebrei dallo sterminio nazista.

    La cerimonia, organizzata dall’Ambasciata d’Israele in Italia e dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha avuto luogo presso la Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano Tullia Zevi ed è stata presentata e moderata dal giornalista Tommaso Giuntella. Le onorificenze sono state consegnate a Elettra Marconi, figlia di Maria Cristina Marconi Bezzi Scali, a suo figlio Guglielmo Giovanelli Marconi e a Bruno De Las Bárcenas, discendente di Domingo De Las Bárcenas y Lopez Mollinedo.

    L’onorificenza è stata richiesta proprio da Chiarella Politzer che, nella testimonianza risalente al 4 aprile 2023, ha ricordato: “Dobbiamo la nostra vita all’Ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede Domingo De Las Bárcenas e alla marchesa Maria Cristina Marconi Bezzi Scali con la sua famiglia, che per anni dopo la guerra rimasero in affettuoso rapporto di amicizia con noi”.

    A distanza di anni, Chiarella ha ricordato ancora quel periodo difficile e solitario, e i rischi che comportava non solo per la sua famiglia in quanto ebrea, ma anche per i loro salvatori: “Restai nascosta due mesi, un tempo di grande solitudine e rischio per la vita dei miei salvatori, lontana dai miei genitori. Si sapeva e si diceva poco di cosa succedesse a chi veniva catturato dai tedeschi”.

    Presenti all’evento Jonathan Peled, ambasciatore d’Israele in Italia, Carola Funaro Bublil, vicepresidente della Comunità Ebraica di Roma e assessore alla Memoria, Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Giacomo Moscati, assessore alla Cultura della Comunità Ebraica di Roma, e il senatore Maurizio Gasparri, presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato.

    La vicepresidente Bublil ha lodato l’atto di coraggio e altruismo dei salvatori, commentando: “I Giusti ci insegnano proprio questo: davanti al male non basta non condividerlo. L’indifferenza non è mai neutra. È già una presa di posizione. Perché quando una persona viene perseguitata, isolata, disumanizzata, voltarsi dall’altra parte significa lasciarla sola. La signora Marconi e l’ambasciatore De Las Bárcenas non si voltarono dall’altra parte”.

    La presidente dell’UCEI, Ottolenghi, ha riaffermato l’importanza di riconoscere il prezioso contributo dei Giusti tra le Nazioni, in particolare di ricordarlo e trasmetterlo, dichiarando: “Ebbero la forza di opporsi, di scegliere responsabilmente e di dire no alla violenza. Per questo il loro ricordo deve continuare a essere custodito e trasmesso, soprattutto alle nuove generazioni, come patrimonio condiviso di memoria e responsabilità”.

    L’ambasciatore Peled ha riaffermato l’importanza di ricordare “il bene tanto quanto il male”, definendo le gesta della marchesa Marconi e dell’ambasciatore spagnolo un esempio capace di “ricordarci di non essere indifferenti di fronte all’odio”, con l’augurio che possa essere d’ispirazione ancora oggi, alla luce del crescente antisemitismo in Europa.

    Elettra Marconi, figlia della marchesa Maria Cristina, ha ricordato con commozione il medico Politzer e lo speciale rapporto d’amicizia che aveva con sua madre, ripercorrendo con la memoria il periodo trascorso da Politzer nella loro casa, in cui lo vedeva raramente poiché si trovava in una zona ben nascosta della dimora. Anche suo figlio, Guglielmo Giovanelli Marconi, ha ricordato con affetto il professor Politzer, soffermandosi sulla sua passione per la letteratura, alla quale era dedito soprattutto nel periodo in cui era nascosto: “I libri erano la sua compagnia”.

    Bruno De Las Bárcenas ha ringraziato con gioia e orgoglio per l’onorificenza, che gli ha permesso di entrare in contatto con una storia familiare di cui non era a conoscenza.

    La cerimonia è stata accompagnata dal violino del maestro Marco Vallabrega, che si è esibito in due tradizionali canti ebraici, Ani Maamin e Hava Nagila.

    A seguito della consegna delle onorificenze, è intervenuto anche il senatore Gasparri che, nel lodare le gesta dei salvatori e l’importanza della memoria, ha rinnovato il proprio impegno nel rafforzare la legge contro l’antisemitismo.

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