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    ITALIA

    25 aprile: l’omaggio del Rabbino Capo Riccardo Di Segni alla città di San Severino Marche

    Un omaggio anticipato, carico di significato, nel segno della memoria e della libertà. In occasione delle celebrazioni del 25 aprile, il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha fatto visita alla città di San Severino Marche, accogliendo l’invito dell’amministrazione comunale (l’evento ufficiale per la Festa della Liberazione sarà in concomitanza con lo Shabbat). La visita, avvenuta oggi, si inserisce in un momento di grande intensità per la comunità, già insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile per il suo ruolo nella lotta partigiana e in attesa dell’arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le celebrazioni ufficiali di sabato.

    Ad accogliere Di Segni a Palazzo Comunale sono stati il sindaco Rosa Piermattei e il presidente del Consiglio comunale Sandro Granata, insieme agli assessori e alle autorità locali. L’incontro, proseguito nella sala consiliare, ha rappresentato il culmine di un percorso della memoria che lega profondamente la città alla famiglia del rabbino. Durante l’occupazione nazifascista, infatti, la famiglia Di Segni trovò rifugio nella frazione di Serripola, protetta da una rete di solidarietà silenziosa costruita dalla popolazione locale. Il padre del rabbino, Mosè Di Segni, medico pediatra, contribuì attivamente alla Resistenza mettendo le proprie competenze al servizio della formazione partigiana “Gruppo Mario”.

    Nel suo intervento, Di Segni ha ricordato quel periodo con parole cariche di riconoscenza: “Noi abbiamo mantenuto un ricordo estremamente forte di questa ospitalità. La popolazione locale è stata estremamente disponibile. Quella protezione silenziosa è il ricordo più bello”. Un passaggio particolarmente toccante ha riguardato poi il ricordo dell’infanzia condivisa con il futuro cardinale Edoardo Menichelli, simbolo di una quotidianità fatta di amicizia e discrezione, in cui anche i bambini contribuivano, inconsapevolmente, alla rete di protezione.

    Il sindaco Piermattei ha sottolineato il valore della visita, definendola “un segno di pace” e il compimento di un legame che unisce la comunità settempedana alla famiglia Di Segni. La presenza del rabbino, ha evidenziato, rinnova il significato della memoria come strumento per costruire il futuro. A suggello dell’incontro, Di Segni ha donato alla città un ulivo, simbolo di pace e vita, che sarà messo a dimora con una targa commemorativa dedicata alla famiglia e al cardinale Menichelli. Il Rabbino ha inoltre lasciato una dedica sul libro d’onore del Comune, esprimendo emozione e gratitudine per l’accoglienza ricevuta. Un gesto che, alla vigilia del 25 aprile, rafforza il ruolo di San Severino Marche come luogo di memoria attiva, capace di trasformare il passato in un messaggio vivo di libertà, dialogo e convivenza.

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