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    ISRAELE

    La Gerusalemme di un secolo fa nelle rare fotografie del KKL-JNF

    Mercati affollati, giovani pionieri al lavoro nei nuovi quartieri e un bambino che vende giornali annunciando le decisioni delle Nazioni Unite sul futuro della città. È la Gerusalemme degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta che torna oggi alla luce grazie a una rara raccolta fotografica diffusa dal KKL-JNF in occasione di Yom Jerushalaim. Le immagini, custodite negli archivi storici dell’organizzazione, raccontano una città ancora lontana dall’assetto politico e urbano contemporaneo, ma già attraversata dalle tensioni e dalle trasformazioni che avrebbero segnato il Medio Oriente moderno. Gli scatti documentano il periodo del Mandato britannico e i primi anni successivi alla nascita dello Stato di Israele, offrendo uno sguardo sulla vita quotidiana di una Gerusalemme in piena evoluzione.

    Tra le fotografie più significative compare uno scatto del 1931 che immortala i mercati della Città Vecchia: vicoli stretti, commercianti, passanti e scene di una quotidianità rimasta per secoli quasi immutata. In netto contrasto, altre immagini mostrano la crescita della “nuova” Gerusalemme ebraica sulle colline circostanti, con cantieri, infrastrutture e quartieri emergenti come Talpiot. Particolarmente simbolica è la fotografia della sinagoga Yeshurun durante la costruzione, esempio dell’incontro tra modernismo architettonico e tradizione locale, rappresentata dall’uso della tipica pietra di Gerusalemme. Ma lo scatto che più colpisce è probabilmente quello realizzato il 1° giugno 1950 dal fotografo Yaakov Rosner: un giovane strillone regge un giornale che annuncia il dibattito imminente all’ONU sul futuro status della città.

    L’immagine non racconta soltanto un momento politico delicato, ma restituisce anche il clima sociale dell’epoca, quando i giornali cartacei erano il principale strumento di informazione e i venditori ambulanti costituivano un punto di riferimento essenziale per i cittadini. “Queste fotografie ci permettono di incontrare la Gerusalemme di quasi cento anni fa attraverso le persone e la loro vita quotidiana” ha spiegato Efrat Sinai, direttrice degli archivi del KKL-JNF. “Ci ricordano che la città che conosciamo oggi è stata costruita strato dopo strato”. Più che semplici documenti storici, gli scatti compongono il ritratto di una città sospesa tra memoria, identità e trasformazione, in cui la dimensione religiosa, politica e umana si intreccia in modo indissolubile.

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