
Prima tappa al Muro Occidentale, kippah in testa, poi l’abbraccio con Benjamin Netanyahu davanti ai fotografi. Il presidente argentino Javier Milei è arrivato domenica mattina all’aeroporto Ben Gurion per una visita ufficiale di tre giorni in Israele, la terza del suo mandato, accompagnato dalla sorella e segretaria generale della presidenza Karina, dal ministro degli Esteri Pablo Quirno e da quello della Giustizia Juan Bautista Mahiques. In serata, al termine dei colloqui con il premier israeliano, i due leader hanno firmato gli Accordi di Isacco e annunciato l’apertura di una rotta aerea diretta tra Tel Aviv e Buenos Aires, operata da El Al: la prima nella storia tra i due Paesi.
L’accoglienza è stata calorosa fin dal primo momento. Netanyahu ha scherzato sulla somiglianza fonetica tra il nome “Javier” e la parola ebraica per amico, chaver, e ha detto all’ospite: “Mi scalda il cuore che tu sia qui”. Poi, rivolgendosi ai giornalisti: “Benvenuto in Israele, benvenuto a Gerusalemme, mio amico. Israele e Argentina sono insieme, più forti che mai”.
Il cuore politico della visita è la firma degli Accordi di Isacco, dal nome del patriarca biblico e con un richiamo esplicito agli Accordi di Abramo del 2020. Si tratta di un framework di cooperazione strategica tra Israele, Argentina e altri Paesi delle Americhe che condividono “valori di difesa della libertà, della democrazia e di lotta al terrorismo, all’antisemitismo e al narcotraffico”. L’accordo prevede un coordinamento operativo contro le organizzazioni terroristiche, con un’attenzione esplicita all’espansione dell’Iran nell’emisfero occidentale, e rimane aperto alla partecipazione di altri Paesi latinoamericani. “Per decenni la nostra regione è stata trascinata nel declino da governi di sinistra e anticapitalisti che si sono alleati con il terrorismo e il narcotraffico”, ha detto Milei. “Oggi, con il sostegno degli Stati Uniti, abbiamo l’opportunità di realizzare un cambiamento trasformativo”. Netanyahu ha inquadrato l’iniziativa come “un’estensione dello spirito degli Accordi di Abramo” e ha affrontato direttamente il dossier iraniano: “Stiamo combattendo insieme agli Stati Uniti contro la grande tirannia dell’Iran, che terrorizza il mondo e punta alla nostra distruzione e a quella della civiltà occidentale. Non è ancora finita, e ogni momento potrebbe portarci nuovi sviluppi”. Poi, con una punta di ironia: “Ogni volta che Javier Milei visita Israele, succede qualcosa di molto grande. Non so cosa posso dirgli adesso, perché chi sa cosa porterà domani o dopodomani”.
Nell’ambito della cerimonia, svoltasi presso l’Ufficio del Primo Ministro, sono stati firmati diversi memorandum d’intesa. Il primo riguarda la cooperazione antiterrorismo tra i ministeri degli Esteri, con nove articoli che prevedono scambi di intelligence, formazione congiunta delle forze di sicurezza e l’istituzione di un gruppo di lavoro permanente. Il secondo riguarda l’intelligenza artificiale, con un’intesa tra l’AI National Program israeliano e il Ministero della Scienza argentino su supercomputing, applicazioni nei settori civili critici e ricerca congiunta. È stato inoltre siglato un protocollo aeronautico emendato per facilitare l’espansione dei servizi aerei tra i due Paesi. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, che nella stessa giornata ha incontrato il suo omologo Quirno, ha annunciato anche l’apertura di una linea di credito da 150 milioni di dollari per le imprese israeliane operanti in Argentina.
Sul fronte aereo, i voli tra Tel Aviv e Buenos Aires saranno non-stop. Milei ha indicato dicembre 2026 come data di avvio del servizio. “I voli diretti tra Israele e Argentina renderanno l’amicizia tra i nostri Paesi ancora più stretta”, ha detto Netanyahu. La ministra dei Trasporti Miri Regev ha definito la rotta “una mossa strategica che espande la mappa dell’aviazione israeliana verso nuovi continenti”, mentre il presidente del consiglio di amministrazione di El Al, Amikam Ben Zvi, ha parlato di “rotta storica e monumentale”, espressione dell’impegno a “espandere il collegamento di Israele con il mondo”. Alla cerimonia era presente anche l’ambasciatore americano Mike Huckabee, che ha portato i saluti di Donald Trump, definendo Netanyahu e Milei “i due leader mondiali per cui il presidente ha il maggiore rispetto”. Huckabee ha descritto gli Accordi di Isacco come “un’opportunità straordinaria” capace di cambiare “l’emisfero occidentale, il Medio Oriente e il resto del mondo”, mentre Netanyahu ha concluso rivolgendosi direttamente all’ospite argentino: “Javier Milei ha parlato con chiarezza morale. E questa è la fondamenta della leadership”.
Netanyahu ha voluto sottolineare il carattere storico della visita: è la prima volta dal 1949 che un leader straniero è invitato ad accendere una delle dodici torce nella cerimonia ufficiale per il Giorno dell’Indipendenza, in programma martedì sera sul Monte Herzl. “È giusto e doveroso che accada ora, con Javier Milei”, ha detto il premier. Lunedì il presidente argentino riceverà un dottorato honoris causa dall’Università Bar-Ilan. La delegazione rientrerà in patria martedì notte.















