
Domenica 6 settembre 2026 torna in tutta Italia la Giornata Europea della Cultura Ebraica, giunta alla sua ventisettesima edizione. La manifestazione coinvolgerà 112 località in 17 regioni italiane e avrà come città capofila Bologna. Il tema scelto per quest’anno è “L’Amore”, declinato come valore spirituale, etico e civile della tradizione ebraica.
Coordinata a livello nazionale dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e promossa a livello europeo dalla European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage, la Giornata è ormai uno degli appuntamenti culturali più partecipati del Paese, con decine di migliaia di visitatori ogni anno. L’obiettivo è aprire al grande pubblico luoghi, storie, tradizioni e patrimoni dell’ebraismo italiano ed europeo, favorendo conoscenza, incontro e dialogo.
«La Giornata Europea della Cultura Ebraica rappresenta un’occasione preziosa per condividere con il grande pubblico la ricchezza di una tradizione che da oltre duemila anni è parte integrante della storia e dell’identità dell’Italia», ha sottolineato la presidente dell’UCEI, Livia Ottolenghi. Il tema dell’amore, ha aggiunto, richiama «la responsabilità verso l’altro, la cura delle relazioni, l’impegno per la trasmissione della conoscenza e per la costruzione di comunità aperte e solidali».
L’amore sarà dunque il filo conduttore delle iniziative in programma in Italia e in Europa: dall’amore verso il prossimo a quello verso Dio e il creato, fino alle sue implicazioni etiche e collettive, legate alla giustizia, alla solidarietà e alla responsabilità. Il tema offrirà anche l’occasione per mettere in luce le radici comuni tra ebraismo, cristianesimo e islam, aprendo nuove prospettive di dialogo interreligioso e interculturale.
L’inaugurazione nazionale partirà da Bologna, città capofila dell’edizione 2026, con il coinvolgimento del Comune e della Regione Emilia-Romagna. La scelta valorizza una presenza ebraica antica e significativa: l’Emilia-Romagna è oggi la regione italiana con il maggior numero di comunità e custodisce un importante patrimonio di beni culturali ebraici, antichi e moderni.
Per Daniele De Paz, presidente della Comunità Ebraica di Bologna, la cultura è «un investimento fondamentale» per permettere a chi vive in una città di conoscerne tutte le componenti. «La sfida — ha affermato — è quella di costruire conoscenza e convivenza non soltanto attraverso dei no — no all’antisemitismo, no alla violenza, no al negazionismo — ma soprattutto attraverso dei sì. Sì alle porte aperte. Sì all’incontro. Sì alla condivisione. Sì alla conoscenza reciproca».
Tra le novità dell’edizione 2026 c’è il riconoscimento della Giornata da parte dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali come parte integrante della prima edizione della Settimana per la promozione della cultura ebraica, in programma dal 5 al 20 settembre. Un riconoscimento che consentirà di sostenere alcune delle iniziative promosse dagli enti locali.
Il programma bolognese si svilupperà tra giovedì 3, sabato 5 e domenica 6 settembre, con appuntamenti in diversi luoghi della città: Teatro San Leonardo, Sinagoga Grande, Fondazione per le Scienze Religiose, Salaborsa, Museo Ebraico di Bologna e Piazza del Memoriale della Shoah. Tra gli eventi previsti, laboratori per bambini, concerti, visite guidate, incontri interreligiosi, show cooking, spettacoli musicali e una mostra dedicata al Cantico dei Cantici.
La XXVII edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica ed è riconosciuta dal Consiglio d’Europa. Tra i patrocini figurano, tra gli altri, il Ministero della Cultura, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero del Turismo, l’UNAR, l’ANCI, Treccani e la Cattedra UNESCO “Pluralismo Religioso e Pace” dell’Università La Sapienza di Roma. Media partner dell’iniziativa è RAI Cultura.












