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    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Beha’alotekhà: I versetti che diciamo quando si estrae il Sefer Torà

    Di Donato Grosser

    Dopo la ‘amidà , nei giorni in cui si estrae il sefer Torà dall’aròn per la lettura, si recitano due versetti che derivano dalla nostra parashà: “Quando l’arca santa si metteva in movimento Moshè diceva: «Levati o Signore, siano dispersi i Tuoi nemici e fuggano davanti alla Tua presenza i Tuoi avversari» (Bemidbàr, 10:35). Quando si riporta il sefer nell’aròn…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Le mura di Neemia nell'era dell'intelligenza artificiale

    Di Clelia Piperno

    C'è un momento, nelle prime pagine della Magnifica Humanitas, in cui Papa Leone XIV si ferma davanti a due immagini bibliche e dice: è qui che dobbiamo stare. Da un lato la torre di Babele — «un'opera concepita senza riferimento a Dio, sostenuta da un'uniformità che elimina la diversità». Dall'altro la ricostruzione delle mura di Gerusalemme guidata da Neemia: la città…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Il papa, l’enciclica e l’AI: un documento con l’accento ebraico

    Di Rav Riccardo Di Segni

    Di solito non mi dedico a studiare e tantomeno a commentare le encicliche papali, per estraneità e rispetto istituzionale, trattandosi prima di tutto di documenti interni di un’altra religione. Questa volta però, dopo aver visto i titoli dei giornali e le sintesi che hanno accompagnato la pubblicazione della Magnifica humanitas dedicata in gran parte all’intelligenza artificiale (AI), la curiosità ha…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Nassò: Perché è proibito rubare?

    Di Donato Grosser

    In questa parashà la Torà ci comanda di non appropriarsi di quello che appartiene ad altri: “L’Eterno parlò a Moshè, dicendo: Parla ai figli d’Israele: Quando un uomo o una donna avrà fatto un torto a qualcuno rubando e poi giurando in falso (lim’ol ma’al) contro l’Eterno, e questa persona si sarà così resa colpevole, dovrà confessare il peccato commesso,…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    La festa di Shavu’ot: La Torà e il regno d’Israele non furono mai fondati sulla purità razziale

    Di Donato Grosser

    Avraham Kroll (Lodz,1912-1983, Gerusalemme) in Bepikudèkha Asìcha (p. 499) fa notare che nella tefillà di Shavu’ot non diciamo “Yom mattàn toratènu” il giorno in cui ci fu data la Torà”, come nelle altre feste: di Kippur diciamo “il giorno di Kippur”; di Pèsach, “il giorno della nostra libertà“; di Sukkòt, il giorno della nostra felicita’”. Di Shavu’ot diciamo invece “zemàn…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Usi e costumi della festa di Shavuòt secondo Rav Abraham Isaac Sperling

    Di Rav Roberto Colombo

    Il rabbino Sperling nacque a Leopoli 1851 e vi morì nel 1921. Nel 1891 pubblicò il suo libro: Ta'amè HaMinhaghìm (Le ragioni delle usanze) che ancora oggi è considerato il testo più pratico per la conoscenza delle usanze e delle loro fonti. Di seguito le spiegazioni di Rav Sperling e una breve analisi dell’autore sugli usi di Shavu’òt. Nella Torà…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Bemidbar: I discepoli sono come i figli

    Di Donato Grosser

    Il quarto libro della Torà è chiamato “Numeri” per via del fatto che inizia con il censimento degli uomini abili alla guerra, tribù per tribù. Nei primi due capitoli vengono censiti i figli d’Israele, dopodiché vengono censiti i Leviti. Samson Raphael Hirsch (Hamburg, 1808-1888, Frankfurt) commenta che prima della descrizione del censimento appaiono i nomi di Moshè e di Aharon,…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Behàr-Bechukkotày: La Terra desolata

    Di Donato Grosser

    Questa parashà inizia con le seguenti parole: “Se vi conducete secondo le mie leggi, se osservate i miei comandamenti e li mettete in pratica, io vi darò le piogge nella loro stagione, la terra darà i suoi prodotti, e gli alberi della campagna daranno i loro frutti. La trebbiatura vi durerà fino alla vendemmia, e la vendemmia vi durerà fino…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Emòr: perché gli ebrei sono chiamati “Adàm”

    Di Donato Grosser

    Il Maimonide (Cordova, 1138-1204, Il Cairo) nel Mishnè Torà (Hilkhòt Yesodè Ha-Torà, cap. 5:1) cita un versetto dalla nostra parashà. Egli scrive: “L'intera casa d'Israele ha il comandamento di santificare il grande nome (di Dio), come è detto (Vaykrà, 22:32): «Sarò santificato in mezzo ai figli d'Israele» (Kiddùsh Hashem). Inoltre, è stato loro comandato di non profanarlo, come è detto…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà Acharè Mot-Kedoshìm: L’obbligo di salvare colui che è in pericolo

    Di Donato Grosser

    Nella parashà di Kedoshìm la Torà ci comanda di darsi da fare per salvare un nostro fratello in pericolo, con queste parole: “... non restare inerte di fronte al sangue del tuo prossimo, Io sono il Signore” (Vaykrà, 19:16). Rashì (Troyes, 1040-1105) nel suo commento, cita il trattato Sanhedrin (73a) dove i Maestri affermano: “Da dove si deduce che colui…