Skip to main content

Ultimo numero Maggio – Giugno 2026

Scarica il Lunario

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati


    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Chukkàt: La scintilla incontaminata

    Di Donato Grosser

    Dopo la scomparsa di Aharon, la Torà racconta che "tutta la casa d'Israele" pianse per lui (Bemidbàr, 20:29). Rashì (Troyes, 1040-1105) spiega che Aharon era profondamente amato da ogni uomo e donna della comunità d'Israele, poiché portava pace e armonia tra persone in conflitto e coppie in disaccordo. La Mishnà in Pirkè Avòt (Massime dei padri, 1:12) esorta tutti noi…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Kòrakh: L’obbligo di evitare dispute

    Di Donato Grosser

    La ribellione di Kòrakh e dei suoi alleati Datàn e Aviràm, fu uno degli episodi più gravi di tutti i quaranta anni nel deserto. Eliyahu Barukh Finkel (Gerusalemme, 1947-2008) che fu insegnante di Talmud nella yeshivà di Mir a Gerusalemme, fa notare il comportamento eccessivamente conciliante di Moshè nel versetto dove è scritto: “Moshè si alzò e andò verso Datàn…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Shelàkh: Il popolo del tekhèlet

    Di Donato Grosser

    Questa parashà descrive l’invio degli esploratori mandati da Moshè nella terra di Cana’an. Gli esploratori invece di dare solo un rapporto sulla situazione del territorio, espressero un parere negativo sulla capacità del popolo di conquistarlo. Questa loro azione che mostrava mancanza di fiducia nell’Eterno che aveva promesso loro la la Terra di Cana’an, fece sì che il popolo, impaurito, esprimesse…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Beha’alotekhà: I versetti che diciamo quando si estrae il Sefer Torà

    Di Donato Grosser

    Dopo la ‘amidà , nei giorni in cui si estrae il sefer Torà dall’aròn per la lettura, si recitano due versetti che derivano dalla nostra parashà: “Quando l’arca santa si metteva in movimento Moshè diceva: «Levati o Signore, siano dispersi i Tuoi nemici e fuggano davanti alla Tua presenza i Tuoi avversari» (Bemidbàr, 10:35). Quando si riporta il sefer nell’aròn…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Le mura di Neemia nell'era dell'intelligenza artificiale

    Di Clelia Piperno

    C'è un momento, nelle prime pagine della Magnifica Humanitas, in cui Papa Leone XIV si ferma davanti a due immagini bibliche e dice: è qui che dobbiamo stare. Da un lato la torre di Babele — «un'opera concepita senza riferimento a Dio, sostenuta da un'uniformità che elimina la diversità». Dall'altro la ricostruzione delle mura di Gerusalemme guidata da Neemia: la città…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Il papa, l’enciclica e l’AI: un documento con l’accento ebraico

    Di Rav Riccardo Di Segni

    Di solito non mi dedico a studiare e tantomeno a commentare le encicliche papali, per estraneità e rispetto istituzionale, trattandosi prima di tutto di documenti interni di un’altra religione. Questa volta però, dopo aver visto i titoli dei giornali e le sintesi che hanno accompagnato la pubblicazione della Magnifica humanitas dedicata in gran parte all’intelligenza artificiale (AI), la curiosità ha…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Nassò: Perché è proibito rubare?

    Di Donato Grosser

    In questa parashà la Torà ci comanda di non appropriarsi di quello che appartiene ad altri: “L’Eterno parlò a Moshè, dicendo: Parla ai figli d’Israele: Quando un uomo o una donna avrà fatto un torto a qualcuno rubando e poi giurando in falso (lim’ol ma’al) contro l’Eterno, e questa persona si sarà così resa colpevole, dovrà confessare il peccato commesso,…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    La festa di Shavu’ot: La Torà e il regno d’Israele non furono mai fondati sulla purità razziale

    Di Donato Grosser

    Avraham Kroll (Lodz,1912-1983, Gerusalemme) in Bepikudèkha Asìcha (p. 499) fa notare che nella tefillà di Shavu’ot non diciamo “Yom mattàn toratènu” il giorno in cui ci fu data la Torà”, come nelle altre feste: di Kippur diciamo “il giorno di Kippur”; di Pèsach, “il giorno della nostra libertà“; di Sukkòt, il giorno della nostra felicita’”. Di Shavu’ot diciamo invece “zemàn…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Usi e costumi della festa di Shavuòt secondo Rav Abraham Isaac Sperling

    Di Rav Roberto Colombo

    Il rabbino Sperling nacque a Leopoli 1851 e vi morì nel 1921. Nel 1891 pubblicò il suo libro: Ta'amè HaMinhaghìm (Le ragioni delle usanze) che ancora oggi è considerato il testo più pratico per la conoscenza delle usanze e delle loro fonti. Di seguito le spiegazioni di Rav Sperling e una breve analisi dell’autore sugli usi di Shavu’òt. Nella Torà…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Bemidbar: I discepoli sono come i figli

    Di Donato Grosser

    Il quarto libro della Torà è chiamato “Numeri” per via del fatto che inizia con il censimento degli uomini abili alla guerra, tribù per tribù. Nei primi due capitoli vengono censiti i figli d’Israele, dopodiché vengono censiti i Leviti. Samson Raphael Hirsch (Hamburg, 1808-1888, Frankfurt) commenta che prima della descrizione del censimento appaiono i nomi di Moshè e di Aharon,…