
Spigolando nelle fonti dell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma “G. Spizzichino”, ho trovato alcune immagini significative di Rav Angelo Sacerdoti, figlio di David Sacerdoti e Stella Abendana (Firenze, 2 febbraio 1886 – Roma, 18 febbraio 1935).
Era il 1912 quando Angelo Sacerdoti, appena ventiseienne, divenne Rabbino Capo di Roma, succedendo a Rav Castiglioni. Da quel momento guidò la Comunità con grande coraggio attraverso gli anni difficili della Prima guerra mondiale, grazie alla sua intelligenza e al suo forte carisma. Durante il conflitto organizzò l’assistenza per i soldati al fronte e, negli anni successivi, incontrò più volte il Re Vittorio Emanuele III per tutelare i diritti della comunità ebraica di Roma.
Negli anni Venti, Rav Sacerdoti comprese che era necessario unire e rinnovare l’educazione dei giovani: per questo collaborò strettamente con il presidente della Comunità, Giuseppe Recanati, per realizzare il grande sogno di fondare una nuova scuola comunitaria, unificata e moderna, adatta a tutti i ragazzi.
Nel dopoguerra la Comunità ebraica decise di ampliare l’offerta formativa per dare continuità agli studi dei ragazzi dopo le elementari, e nel 1953 venne ufficialmente aperta la scuola media comunitaria. Per onorare la memoria del Rabbino Capo che aveva guidato la comunità nelle tempeste della prima metà del secolo, e che tanto aveva fatto per l’educazione, l’istituto fu intitolato Scuola Media “Angelo Sacerdoti”.
Rav Angelo Sacerdoti ha lasciato un’impronta indelebile nella storia ebraica del Novecento, unendo una profonda sapienza religiosa a una lungimirante visione sociale.
Lilli Spizzichino è una collaboratrice ASCER, Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma “Giancarlo Spizzichino”.












