
I festeggiamenti per il 4 luglio, anniversario dei 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America, ricadono in un contesto complesso per gli ebrei americani, alla luce dei dibattiti politici e religiosi che coinvolgono il Paese al giorno d’oggi. Ciononostante, le organizzazioni ebraiche in America hanno preso parte alle celebrazioni con eventi, mostre e programmi culturali riguardanti l’apporto ebraico agli Stati Uniti.
Il Jewish Museum di New York ha esposto “Circa 1776: Jews in Colonial America”, una mostra che ripercorre la vita degli ebrei nell’America coloniale e post-coloniale che sarà disponibile fino al 9 agosto 2026. Oltre alla mostra permanente “Identity, Culture and Community” saranno inclusi anche documenti e manufatti, tra cui le lettere risalenti al 1790 che riportano uno scambio tra il presidente George Washington e Moses Seixas, l’allora presidente della Touro Synagogue, la più antica sinagoga americana. “Possano i discendenti della stirpe di Abramo che abitano questa terra continuare a meritare e godere della benevolenza degli altri abitanti”, si legge nella lettera di Washington, divenuta uno dei testi simbolo della libertà religiosa americana.
Il Weitzman National Museum of American Jewish History, affiliato allo Smithsonian e situato a Philadelphia, oltre ad aver dedicato una serie di mostre al ruolo degli ebrei nella Rivoluzione americana, ospita anche una mostra permanente, che ripercorre la storia degli ebrei in America dal 1654 al 1945. Il museo ospita inoltre la galleria “Only in America” dedicata a importanti figure ebraiche americane tra cui la cantante Barbra Streisand, Louis Brandeis, ex giudice associato della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America, il compositore Irving Berlin, e Henrietta Szold, fondatrice del movimento sionista femminile Hadassah.
Tra le iniziative figura anche la mostra “The First Salute”, aperta fino al 2027 e visitabile anche online, che ripercorre l’esperienza dei mercanti sefarditi dell’isola caraibica di Sint Eustatius che contribuirono a rifornire di armi l’Esercito Continentale americano. La mostra prende il nome dall’avvenimento del 16 novembre 1776, nel quale una nave americana entrò nel porto issando una delle prime versioni della bandiera statunitense e sparò una salva di tredici colpi di cannone. Il governatore olandese rispose con una salva analoga: questo è considerato il primo saluto ufficiale ricevuto dagli Stati Uniti da una nazione straniera.
Un altro contributo all’anniversario dell’indipendenza americana è quello di “Repair the World”, organizzazione di volontariato che coinvolge i giovani nel servizio alla comunità negli Stati Uniti. L’organizzazione ha infatti lanciato “Serve 250”, una campagna volta a promuovere iniziative di volontariato e formazione iniziata il 10 giugno e che terminerà il 10 luglio. Inoltre, Repair The World collabora anche con “A More Perfect Union” nella promozione di materiali dedicati alla democrazia e alla partecipazione civica.
Il Center for Jewish History e la American Jewish Historical Society hanno invece predisposto la mostra “All We Have Standing Between Us” che ripercorre la storia del coinvolgimento politico degli ebrei negli Stati Uniti, attraverso tematiche quali cittadinanza, immigrazione, diritti e libertà religiosa. La mostra sarà visitabile a partire dal 21 luglio fino al 31 dicembre 2026 e sarà divisa in sette sezioni, nelle quali saranno esposte lettere e documenti di presidenti come George Washington, Thomas Jefferson, Richard Nixon, Barack Obama.
Saranno inoltre esposti materiali relativi a Eleanor Roosevelt, Emma Lazarus, Betty Friedan, Henry Morgenthau Jr e lavori dell’artista Pablo Picasso dedicati a Julius Rosenberg e Ethel Rosenberg, coppia condannata per spionaggio a favore dell’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. La mostra sarà inoltre accompagnata da un podcast di otto episodi, con storie inedite di archivio che ripercorrono la storia degli Stati Uniti dalla prospettiva degli ebrei americani che hanno contribuito a realizzarla.
Non poteva mancare il contributo della Congregation Mikveh Israel, la più antica sinagoga di Philadelphia fondata nel 1740 da immigrati spagnoli e portoghesi. Tra i rabbini storici della Sinagoga spicca la figura di Gershom Mendes Seixas, nato in America, tra i fondatori di quella che sarebbe poi diventata la Columbia University. La famiglia Seixas contribuì inoltre a fondare la New York Stock Exchange, della Pennsylvania School for the Deaf e della Touro Synagogue. La sinagoga celebrerà l’anniversario dell’indipendenza americana con una grande festa il 26 luglio 2026: stand gastronomici, arte, musica e attività. Inoltre, è stato organizzato uno Shabbat speciale per il weekend del 4 luglio che include la mostra “Faith and Freedom”, dedicata al contributo degli ebrei alla Rivoluzione americana e alla successiva storia degli Stati Uniti.
Organizzerà delle celebrazioni anche Il Temple Emanu-El Streicker Center, il più grande centro sinagogale di New York, con il ciclo di eventi “Celebrate America at 250” che da programma include uno Shabbat speciale il 3 luglio e un ciclo gratuito di conferenze che proseguirà fino al 2027. Gli incontri saranno volti all’approfondimento della storia delle comunità ebraiche di Savannah, Charleston, Newport e Philadelphia, e al contributo degli ebrei alla cultura popolare americana.
Vi saranno anche degli eventi volti a ripercorrere l’anniversario durante tutto il resto dell’anno, come il progetto “Hartman Beit Midrash for America at 250” dello Shalom Hartman Institute. Il progetto prevede una biblioteca digitale di testi ebraici, tra cui guide alle festività, programmi pubblici, podcast, saggi e un numero speciale della rivista Sources: A Journal of Jewish Ideas dedicato ai 250 anni degli Stati Uniti.
Inoltre, lo Shalom Hartman Institute ha collaborato con A More Perfect Union fondando l’American Jewish Civics Seminar, percorso che attraverso gli insegnamenti ebraici porta a riflettere sulla cittadinanza e sulla democrazia.
Anche il Pardes Institute of Jewish Studies, con sede a Gerusalemme, ha collaborato con il progetto interreligioso Faith 250 nella creazione del “Talmud of America”: una raccolta di commenti che trova ispirazione nella Dichiarazione d’Indipendenza Americana e nei testi della tradizione ebraica, scaricabile gratuitamente.
Le associazioni e le organizzazioni ebraiche americane si preparano così al 250º anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti d’America facendo riemergere l’importante contributo degli ebrei americani al paese, non solo come cittadini ma come sostenitori attivi che hanno contribuito alla costruzione della democrazia americana.














