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    ISRAELE

    Ashdod, ritrovata sulla spiaggia una moneta di 2.500 anni fa

    È stata una scoperta casuale, lontano da qualsiasi scavo archeologico, a riportare alla luce una testimonianza di 2.500 anni fa. Sulla spiaggia di Ashdod, un funzionario comunale si è imbattuto in un piccolo disco metallico durante una delle sue normali ricognizioni, riconoscendovi una piccola moneta, oggi al centro dell’attenzione dell’Autorità per le Antichità di Israele.

    Abituato a recuperare ogni giorno gli oggetti smarriti dai bagnanti, Avi Chaprak si è accorto che quel piccolo disco metallico era diverso dal solito e ha deciso di consegnarlo alle autorità competenti, come previsto dalla normativa a tutela dei beni archeologici.

    La verifica degli specialisti del Dipartimento Numismatico dell’Autorità per le Antichità ha permesso di stabilire che non si trattava di un oggetto contemporaneo, ma di una moneta risalente all’epoca persiana. È un “siglo” del peso di circa 11 grammi, coniato a Salamina, sulla costa orientale di Cipro, intorno al 450 a.e.v.

    Il curatore Yanniv David Levy ha chiarito che il colore argenteo della moneta non corrisponde a una composizione interamente in argento: il reperto presenta infatti una sottile placcatura, una tecnica utilizzata nella monetazione cipriota dell’epoca per far fronte alla scarsa disponibilità del metallo sull’isola.

    Ma a rendere il ritrovamento particolarmente significativo è soprattutto il suo stato di conservazione. “Le monete d’argento persiane di queste dimensioni sono raramente giunte fino a noi integre in quanto venivano spesso spezzate in frammenti più piccoli per essere utilizzate nelle transazioni quotidiane”, ha spiegato Levy.

    Sulle due facce sono ancora visibili le raffigurazioni originali. Da una parte compare un montone disteso, rivolto verso sinistra; dall’altra, la testa dello stesso animale all’interno di un riquadro incassato, accompagnata da un ramoscello d’alloro e da tre simboli apparentemente appartenenti all’antico sillabario cipriota.

    Da Atene, la numismatica Evangeline Markou, dell’Istituto di Ricerca Storica della Fondazione Ellenica Nazionale, spiega che “le monete coniate a Salamina circolavano in diverse aree del Mediterraneo orientale, mentre sono rari i ritrovamenti con un luogo di provenienza certo”. La moneta di Ashdod, come chiarisce anche il Ministro del Patrimonio, Amihai Eliyahu, potrebbe quindi fornire nuovi elementi circa i legami commerciali tra Cipro e la Terra d’Israele in quel periodo.

    La scoperta ha portato anche a un riconoscimento per chi l’ha resa possibile. L’Autorità per le Antichità ha premiato Chaprak per aver consegnato il reperto. Il funzionario ha spiegato di aver considerato naturale restituirlo alle autorità, definendolo parte del “patrimonio collettivo” del Paese, e si è detto onorato di aver potuto contribuire, anche solo marginalmente, alla ricostruzione della storia.

    Da un ritrovamento casuale sulla spiaggia emerge così un frammento di una storia molto più ampia: quella dei traffici, delle rotte e degli scambi che attraversavano il Mediterraneo orientale quando, più di 2.000 anni fa, Cipro e la costa dell’attuale Israele erano già inserite in una rete di relazioni commerciali.

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