
Ci sono giornate d’estate in cui perfino le attività più semplici sembrano richiedere uno sforzo maggiore. Camminiamo più lentamente, rimandiamo ciò che può aspettare, cerchiamo l’ombra, un bicchiere d’acqua fresca, un momento di quiete.
Viviamo in una società che celebra chi corre sempre, chi produce senza sosta, chi riesce a fare mille cose in una sola giornata. Per questo il caldo ci appare quasi come un nemico: interrompe il nostro ritmo, ci obbliga a fermarci, ci ricorda che il nostro corpo ha dei limiti.
Ma forse non è il caldo ad essere il problema. Forse è la nostra difficoltà ad accettare che anche rallentare faccia parte della vita.
La tradizione ebraica conosce molto bene il valore del limite. Lo Shabbat interrompe la settimana lavorativa, le feste interrompono la quotidianità, persino il deserto insegnò al popolo d’Israele che non tutto dipende dalla forza umana. Ci sono momenti in cui la cosa più saggia da fare non è spingere ancora un po’, ma fermarsi. Prendersi cura di sé non è egoismo. È responsabilità.
Bere quando si ha sete, riposare quando si è stanchi, scegliere alimenti freschi e leggeri, proteggersi dal sole, concedersi qualche minuto di silenzio: sono piccoli gesti che sembrano banali, ma che ci ricordano una verità importante. Il nostro corpo non è un ostacolo da superare, ma il luogo attraverso il quale viviamo ogni esperienza, costruiamo relazioni, studiamo, lavoriamo, amiamo e serviamo gli altri.
Maimonide, che fu contemporaneamente rabbino e medico, insisteva sul fatto che custodire la salute è parte del servizio divino. Non perché il corpo sia il fine ultimo, ma perché è lo strumento che ci è stato affidato.
Forse è anche per questo che l’estate ha un sapore diverso. Le tavole diventano più semplici, le ricette più essenziali, i tempi della cucina si accorciano. Non è rinunciare alla qualità: è imparare a scegliere ciò che davvero ci fa stare bene.
Ogni tanto il caldo ci ricorda una lezione che durante l’inverno tendiamo a dimenticare: non sempre dobbiamo andare più veloci. A volte abbiamo bisogno soltanto di essere più gentili con noi stessi.
E magari di concludere la giornata con qualcosa di fresco, leggero e preparato con calma.
Ricetta per Tartufini allo yogurt
Ingredienti (20-24 tartufini)
- 250 g di yogurt greco intero
- 200 g di cioccolato bianco
- 80 g di biscotti secchi tritati finemente
- 40 g di cocco grattugiato
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
- Scorza grattugiata di mezzo limone (facoltativa)
Per la copertura
- Cocco grattugiato
- Cacao amaro
- Granella di pistacchi
- Granella di nocciole o mandorle
Preparazione
Sciogliete il cioccolato bianco a bagnomaria o al microonde e lasciatelo intiepidire.
Mescolate lo yogurt con il cioccolato fuso, la vaniglia e la scorza di limone.
Aggiungete i biscotti tritati e il cocco fino a ottenere un composto morbido ma lavorabile.
Mettete in frigorifero per almeno 2 ore. Formate delle palline con un cucchiaino e passatele nella copertura che preferite. Lasciate riposare altri 30 minuti in frigorifero prima di servire.
Piccoli, freschi e delicati, questi tartufini sono il dolce perfetto per le giornate più calde: si preparano senza forno e ricordano che, a volte, le cose migliori sono anche le più semplici.
Illustrazione di Ludovica Anav














