
È il primo attacco antisemita nella Macedonia del Nord dalla fine della Seconda guerra mondiale. Un tentativo di incendio doloso ha colpito la sinagoga Beth Yaakov, unico luogo di culto ebraico attivo a Skopje, capitale del Paese. Secondo quanto riferito dalle autorità, le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano due individui mentre scavalcano la recinzione dell’edificio della comunità ebraica locale, versano carburante e lanciano una bomba incendiaria prima di fuggire. Sul posto la polizia ha rinvenuto una tanica di carburante. L’incendio ha annerito la porta e il cortile della sinagoga, come mostrano alcune fotografie diffuse sui social media. Al momento i sospetti non sono stati identificati e le indagini sono in corso.
L’attacco è stato immediatamente condannato da esponenti politici e dalla comunità ebraica. Il ministro degli Affari esteri e del Commercio estero, Timco Mucunski, ha definito l’episodio “assolutamente inaccettabile”. In un messaggio pubblicato su X ha assicurato che “non c’è posto per simili atti nella Macedonia del Nord” e che i responsabili saranno perseguiti. “La nostra società è fermamente convinta della tolleranza e della convivenza multietnica”, ha aggiunto.
Anche l’ambasciatrice israeliana nel Paese, Vivian Aisen, ha espresso solidarietà alla comunità ebraica, affermando che l’attacco “colpisce i valori stessi della convivenza”.
Dura la reazione dei rappresentanti della comunità locale. “Questo atto rappresenta un grave attacco non solo alla sicurezza della nostra comunità, ma anche ai principi di libertà religiosa, dignità e convivenza pacifica”, ha detto Pepo Levi, presidente della comunità ebraica.
La sinagoga Beth Yaakov è stata inaugurata nel 2000. Oggi in Macedonia del Nord risiedono circa venti ebrei, quasi tutti a Skopje. Prima della Shoah la comunità era molto più numerosa: circa 8.000 ebrei vivevano nel Paese e cinque sinagoghe erano attive a Bitola, mentre a Skopje risiedevano circa 3.000 persone.
Nel 1943 quasi tutti gli ebrei macedoni furono deportati nel campo di sterminio di Treblinka. Secondo le stime, circa il 98% della popolazione ebraica locale fu uccisa.















