
È morto nella notte tra sabato e domenica Ishay Levi, una delle voci più amate della musica mizrahi e mediterranea israeliana. Il cantante si è spento all’età di 63 anni presso il Sourasky Medical Center di Tel Aviv, dove era ricoverato da alcuni giorni. A comunicarlo è stata la famiglia con una breve nota diffusa nelle ore successive alla scomparsa. «Con un dolore indescrivibile annunciamo la morte di Ishay Levi questa notte», si legge nel messaggio. I familiari hanno aggiunto che i dettagli relativi al funerale saranno resi noti successivamente.
Considerato uno dei pionieri della musica mizrahi in Israele, Levi aveva conquistato il grande pubblico negli anni Ottanta, diventando nel tempo una delle figure simbolo del genere. La sua voce inconfondibile e brani come Raiya, Rikdi, Rikud Romanti e Isha Ne’emana hanno accompagnato diverse generazioni di ascoltatori, entrando a far parte del patrimonio musicale del Paese.
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo della cultura e dello spettacolo. Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar lo ha definito «una delle voci più grandi ed emozionanti della musica israeliana», sottolineando come le sue canzoni abbiano saputo «toccare il cuore di intere generazioni». Anche il musicista Aviv Geffen ha ricordato Levi come «uno dei grandi cantanti soul di Israele».
Nato il 20 gennaio 1963 a Rosh HaAyin in una famiglia religiosa, Levi era figlio di un sofer. In un’intervista rilasciata nel 2021 al quotidiano Yedioth Ahronoth, aveva raccontato di aver scoperto molto presto la propria vocazione artistica. «Non mi piaceva fare altro che cantare – aveva spiegato –. A 15 anni ero già il cantante principale di una band e a 19 avevo già inciso un disco. Il resto è storia».
La sua carriera discografica iniziò ufficialmente nel 1984 con l’album Hafla with Ben-Mosh, che ottenne un notevole successo. Il secondo lavoro, Hiney Ba Ha-yom (Here Comes the Day), consolidò ulteriormente la sua popolarità grazie a brani come Dream, Raiya e One and Only.
Nel corso della sua vita, Levi parlò apertamente delle difficoltà affrontate lontano dai riflettori, comprese le dipendenze, alcuni arresti e diverse crisi personali. Nonostante questi momenti complessi, riuscì più volte a rilanciare la propria carriera, tornando a incidere e a esibirsi dal vivo e rafforzando il suo ruolo centrale nella scena musicale israeliana.
Una nuova ondata di successo arrivò nel 2008 con l’album Rikud Romanti, che lo riportò al centro dell’attenzione del pubblico. Quattro anni più tardi, il singolo At, scritto e composto da Amir Benayoun, venne premiato come Canzone dell’Anno agli ACUM Awards.
Durante oltre quattro decenni di attività artistica, Levi ha collaborato con alcuni dei nomi più importanti della musica israeliana, tra cui il figlio Shir Levi, il fratello Nati Levi, Dudu Tassa, gli Ethnix, Mosh Ben Ari, Arkadi Duchin, Aya Korem, Rami Kleinstein e Rivka Zohar.
La sua ultima apparizione televisiva risale al 2025, quando partecipò alla quarta stagione israeliana di The Masked Singer sotto le sembianze del personaggio “Pufferfish”, concludendo il programma al settimo posto.
Con la sua scomparsa, Israele perde una delle figure che più hanno contribuito alla diffusione e all’affermazione della musica mizrahi contemporanea. Levi è stato capace di attraversare epoche diverse, superare crisi personali e artistiche e lasciare un segno profondo nella cultura musicale dello Stato ebraico.














