
A quasi tre anni dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, il kibbutz di Holit, a poco più di un chilometro dal confine con la Striscia di Gaza, prova a voltare pagina. Tra cantieri aperti, edifici in fase di ristrutturazione e ferite ancora visibili, alcune famiglie hanno già deciso di tornare a vivere nella comunità agricola duramente colpita durante l’assalto. Secondo i responsabili locali, sette famiglie sono già rientrate e altre si stanno preparando a farlo nei prossimi mesi. L’obiettivo è riportare gradualmente la vita nel kibbutz, simbolo della difficile rinascita delle comunità israeliane lungo il confine con Gaza.
Tra coloro che hanno scelto di tornare c’è Roni Levy, sopravvissuta all’attacco del 7 ottobre. Quel mattino si era rifugiata nella stanza di sicurezza della propria abitazione mentre i terroristi entravano nel kibbutz. La sua casa fu gravemente danneggiata, ma oggi la donna segue personalmente i lavori di ricostruzione. Per lei il ritorno rappresenta non solo una scelta pratica, ma anche un passo fondamentale nel percorso di recupero dopo il trauma vissuto. La ricostruzione ha anche un forte significato emotivo per Tanya Reitzin, vedova di Michael Reitzin, ufficiale di polizia che ha partecipato alla difesa della comunità durante l’attacco. Dopo mesi segnati dalle conseguenze psicologiche della guerra e dalla perdita del marito, Tanya è tornata a Holit insieme ai figli. La decisione, spiega, nasce dalla convinzione che la guarigione possa avvenire soltanto ricostruendo una quotidianità nel luogo che considerano casa.
Anche Eli Kabuli, responsabile dell’impianto industriale del kibbutz, è rientrato dopo un lungo periodo di sfollamento. Pur vivendo in diverse località durante l’evacuazione, ha continuato a gestire l’attività produttiva, che è riuscita a riprendere gradualmente il lavoro grazie anche al sostegno di clienti internazionali. Parallelamente al ritorno degli abitanti storici, Holit sta attirando nuove famiglie. Alcuni nuovi residenti hanno scelto di trasferirsi proprio in questa fase delicata, vedendo nel kibbutz un modello di comunità fondato sulla solidarietà e sulla capacità di ricominciare dopo una tragedia. Sul piano infrastrutturale, il processo di ricostruzione procede a ritmo sostenuto. Sono in corso interventi per il rinnovo della sala da pranzo comune, l’ampliamento dell’azienda lattiero-casearia, il recupero degli spazi culturali e la realizzazione di nuove aree dedicate ai bambini, allo sport e alle attività comunitarie. La leadership del kibbutz prevede che entro l’estate circa metà della popolazione possa fare ritorno. Per gli abitanti di Holit, la ricostruzione non riguarda soltanto edifici e infrastrutture, ma il recupero di un’identità collettiva profondamente segnata dagli eventi del 7 ottobre. Un percorso che molti considerano parte integrante della rinascita dell’intera regione di confine con Gaza.
Foto di Aviadbashari / Wikimedia Commons / CC BY-SA 3.0













