
“Pur nel dolore della vostra storia familiare, avete fatto vostra la missione di Settimia contro l’oblio, dimostrando che lavorare insieme per la memoria può davvero fare la differenza nella società”. Con queste parole l’Ambasciatore Thomas Bagger ha consegnato nella residenza di Villa Almone a Roma, a Sara, Grazia e Rivka Spizzichino l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania, conferita dal Presidente federale Frank-Walter Steinmeier.
Le tre sorelle sono le pronipoti di Settimia Spizzichino, unica ebrea romana sopravvissuta ad Auschwitz, che dedicò la propria vita alla testimonianza della Shoah e della deportazione degli ebrei romani.
Dal 2013 Sara, Grazia e Rivka Spizzichino portano avanti il progetto “Ricordiamo Insieme”, nato per mantenere viva la memoria attraverso incontri, eventi culturali e la marcia simbolica “Mille passi”, contro l’antisemitismo e l’oblio.

Nel corso della cerimonia, l’Ambasciatore Bagger ha lodato il loro impegno, ribadendo l’importanza del lavoro della memoria: “Con il vostro lungo e instancabile lavoro per tenere viva la memoria della Shoah e della deportazione degli ebrei romani, ma anche a favore della collaborazione tra ebrei e cristiani e contro l’antisemitismo, date un contributo prezioso ai rapporti tra tedeschi e italiani. Pur nel dolore della vostra storia familiare, avete fatto vostra la missione di Settimia contro l’oblio, dimostrando che lavorare insieme per la memoria può davvero fare la differenza nella società e contribuire a costruire un futuro più pacifico”.
La parola è poi passata alle sorelle Spizzichino che hanno ringraziato il Presidente della Repubblica Federale di Germania e l’Ambasciatore per l’onorificenza e hanno spiegato, parlando in tedesco, la difficoltà nello spiegare il fenomeno dell’antisemitismo. “Siamo onorate di ricevere questa onorificenza. Proprio la Germania, in questo percorso di memoria, è stata uno degli interlocutori più attenti. Parlare il tedesco significa comprendere un’altra lingua, ed è ciò che proviamo quando cerchiamo di spiegare l’antisemitismo”.















