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    ROMA EBRAICA

    Al via la seconda edizione del Memorial Enzo Bondì

    Il Trastevere Stadium si è riempito di emozioni, colori e tanto calcio per la giornata di inaugurazione della seconda edizione del Memorial “Enzo Bondì”. Il torneo di calcio a 5 nasce per ricordare Enzo, grande appassionato di pallone scomparso per un malore nel 2024, e quest’anno ha registrato numeri che testimoniano quanto il suo ricordo sia vivo nella comunità: 13 squadre nella categoria dei “grandi” e ben 11 squadre di “piccoli”, divise tra le categorie 2013/2015 e 2016/2018. Un evento che, di fatto, ha coinvolto tutti.

    La cerimonia di apertura è stata diretta, intensa ed emozionante, capace di radunare sulle tribune centinaia di persone di ogni età. Il colpo d’occhio sul campo è stato il primo vero segnale dello spirito della manifestazione: i giocatori hanno sfilato sul terreno di gioco rappresentando diverse nazionali, creando un mosaico di maglie coloratissime, accompagnati dai bambini del torneo giovanile.

    Dopo la sfilata, la parola è passata ai rappresentanti delle istituzioni. Ad aprire gli interventi è stato Alessandro Luzon, Vicepresidente Vicario e Assessore ai Rapporti Istituzionali della Comunità Ebraica di Roma:

    “Credo che questo sia il modo migliore per ricordarlo. Aveva la passione del calcio e dei ragazzi. Grazie a questo bellissimo connubio, noi lo ricordiamo. Questa bella manifestazione è per l’innalzamento della sua anima. Per fare questo dobbiamo tutti impegnarci a far sì che questa sia una festa di amicizia, di sport, di correttezza, di lealtà”.

    A seguire, la Derashà del Maskil Eitan Della Rocca, che, oltre a congratularsi con l’organizzazione, ha offerto una chiave di lettura profonda e quotidiana della spiritualità. Della Rocca ha spiegato come si possa essere vicini a D. anche partecipando a momenti di condivisione comunitaria come questo: giocando una partita a calcio, cantando e sfilando insieme, perché l’energia e la gioia dello sport sono capaci di onorare la memoria di chi non c’è più.

    Uno dei passaggi più sentiti della serata è stata la consegna di un dono speciale a uno dei tre figli di Enzo: un porta Tefillin personalizzato, realizzato a forma di pallone da calcio e contrassegnato dal soprannome con cui Enzo era noto a tutti, “Kaiser”.

    Subito dopo, il Presidente del Maccabi Roma, Roberto Calò, ha voluto tratteggiare il profilo sportivo e umano di Bondì, ricordando l’impatto che la sua figura aveva in campo:

    “In ogni squadra in cui giocava, questa veniva identificata come la squadra di Enzo, non perché mancassero compagni forti o persone straordinarie accanto a lui, ma perché la sua presenza aveva un peso speciale, capace di lasciare un segno in chiunque. Quando penso ad Enzo, lo ricordo quasi sempre con la fascia da capitano al braccio. Era il suo ruolo naturale, perché era il modo in cui viveva il rapporto con gli altri. Ciò che rendeva Enzo speciale era il modo in cui sapeva esserci. Quando parlava lui, tutti lo ascoltavano, perché le sue parole venivano dal cuore”.

    L’intervento più intimo è stato quello della moglie Rachel. Con grande dolcezza, ha condiviso la sofferenza della perdita ma anche la ferma volontà di portare avanti la sua passione, attraverso quella dei loro figli. Dopo aver ringraziato i partecipanti e gli organizzatori per l’affetto dimostrato, si è rivolta direttamente al marito:

    “E tu, essere speciale, con gli scarpini ormai impolverati, sappi che non ti dimenticheremo mai nella vita. In campo hai portato quella fascia da capitano così tante volte, ma te la meritavi anche nella vita, come figlio, marito, amico e soprattutto come papà”.

    La manifestazione è stata infine dichiarata aperta dopo il saluto di Angelo Sed, a nome del comitato organizzatore, che ha espresso la propria soddisfazione per la risposta ricevuta: “Sono contento di quello che stiamo facendo e di quello che il pubblico e i partecipanti ci hanno permesso di realizzare questa sera. Grazie a tutti”.

    Con i discorsi conclusi e il pubblico caloroso sugli spalti, il Memorial è entrato nel vivo. Il modo più concreto e fedele per ricordare Enzo Bondì, d’altronde, resta quello di far fischiare l’arbitro e far rotolare il pallone.

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