Skip to main content

Ultimo numero Luglio – Agosto 2026

Scarica il Lunario

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati


    ISRAELE

    Israele, dona un rene al fratello dell’uomo che gli salvò la vita

    Un gesto di altruismo si è trasformato in una storia di straordinaria coincidenza e riconoscenza in Israele. Ventiquattro anni dopo essere sopravvissuto a un attentato terroristico grazie al coraggio di un soccorritore, Yonatan Rom ha donato un rene al fratello dell’uomo che nel 2002 gli aveva salvato la vita.

    La vicenda risale al 7 marzo 2002, nel pieno della Seconda Intifada, quando un terrorista di Hamas fece irruzione nell’accademia premilitare di Atzmona, nella Striscia di Gaza, uccidendo cinque studenti e ferendone altri 21. Tra coloro che accorsero sul luogo dell’attacco vi era anche Yonatan Rom, insegnante dell’istituto, la cui auto venne presa di mira dal terrorista. A fermare l’assalitore fu Eyal Tam, comandante della squadra di emergenza locale, il cui intervento evitò un bilancio ancora più drammatico e salvò la vita di numerose persone, tra cui lo stesso Rom.

    Quest’anno Rom ha deciso di diventare donatore altruistico di rene attraverso l’organizzazione israeliana Matnat Chaim, che promuove la donazione di rene da vivente. Poco prima dell’intervento, eseguito all’ospedale Beilinson del gruppo Clalit, ha incontrato per la prima volta il ricevente: Reuven Tam. Solo in quel momento ha scoperto che si trattava del fratello di Eyal Tam, l’uomo che lo aveva salvato oltre due decenni prima.

    «Tuo fratello mi ha salvato la vita 24 anni fa, oggi io salvo la tua con il mio rene», avrebbe detto Rom durante il loro primo incontro. Una coincidenza definita eccezionale dal personale sanitario. Anat Briger, coordinatrice dei trapianti dell’ospedale, ha sottolineato come, tra molti possibili abbinamenti tra donatori e riceventi, il destino abbia unito proprio queste due persone.

    Dopo il trapianto, Reuven Tam ha espresso la propria gratitudine: «Yonatan mi ha dato una nuova possibilità di vita. Speriamo di rimanere amici per il resto della nostra esistenza».

    Secondo Matnat Chaim, Israele registra uno dei tassi più alti al mondo di donazioni di rene da vivente pro capite. Una realtà che continua a offrire nuove speranze ai pazienti in attesa di trapianto. In questa occasione, ha dato vita a una storia capace di chiudere un cerchio iniziato ventiquattro anni fa, dimostrando come solidarietà e gratitudine possano superare anche le ferite lasciate dal terrorismo.

    CONDIVIDI SU: