
Un dispositivo portatile per l’analisi dei materiali è stato inaugurato all’Università Ben-Gurion in ricordo di Nadav Goldstein-Almog e della figlia Yam, uccisi a Kfar Aza il 7 ottobre 2023. La moglie Chen e gli altri tre figli furono rapiti e portati a Gaza, da dove vennero liberati dopo 51 giorni nell’ambito di un accordo per il rilascio degli ostaggi.
Il dispositivo XRF donato dalla famiglia Goldstein e dalla società Kafrit, dove Nadav era vicepresidente per lo sviluppo commerciale e l’innovazione, sarà utilizzato da studenti e ricercatori di geologia, archeologia, ingegneria dei materiali, scienze ambientali e altre discipline. A riportarlo Ynet news.
La tecnologia XRF utilizza i raggi X per determinare la composizione elementare dei materiali senza danneggiare i campioni. A differenza dei tradizionali sistemi fissi da laboratorio, quello portatile può essere impiegato direttamente sul campo, nei siti di ricerca e negli scavi archeologici.
Alla cerimonia hanno partecipato i genitori di Nadav, Varda e David Goldstein, insieme a rappresentanti di Kafrit, docenti, ricercatori e studenti. Il dispositivo è già stato utilizzato in una ricerca del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali, i cui risultati sono stati pubblicati su una rivista scientifica internazionale. “Quando abbiamo scoperto che l’università non possedeva un dispositivo di questo tipo, Kafrit ha deciso di donarlo – ha raccontato David Goldstein – È perfettamente in linea con lo spirito di Nadav: innovazione e sviluppo”.
Per la madre Varda, il progetto ha un grande valore: “Commemoriamo Nadav e Yam attraverso diversi progetti, ma questo non è partito da noi. È un memoriale che riflette la sua vita professionale, la sua passione per la ricerca e la sua visione”.
La famiglia sta intanto ricostruendo la casa di Kfar Aza, distrutta nell’attacco. “Fin dall’inizio abbiamo detto che saremmo tornati e avremmo ricostruito la nostra casa”, ha spiegato David.
Il professor Yuval Golan dell’Università Ben-Gurion ha ricordato Nadav come un autodidatta nel campo dei materiali, diventato un esperto a cui molti professionisti si rivolgevano per un consiglio. “È significativo — ha detto Golan – che il dispositivo si sta rivelando utile alla sua comunità di ricercatori e studenti”.
In foto: i genitori di Nadav Goldstein-Almog accanto al dispositivo (credit: Dani Machlis, Ben-Gurion University)














