
Una nuova realtà sportiva prende forma all’interno della Comunità Ebraica di Roma: la squadra di calcio a 5 Hapoel, che in pochi mesi è riuscita a coinvolgere un gruppo sempre più numeroso di ragazzi. La società partecipa già a tornei regionali e FIGC e punta a diventare un punto di riferimento non solo sportivo, ma anche aggregativo.
Il progetto è seguito dalla dirigenza composta dal presidente Angelo Vivanti, dal dirigente e assessore CER Angelo Sed, da Daniel Colafranceschi e Alberto Sabatello, tutti volontari impegnati nella crescita della squadra. Fondamentale anche il contributo dell’Assessore CER ai Giovani e al Culto Davide Tesciuba, che ha sostenuto lo sviluppo dell’iniziativa sin dalle prime fasi.
“Progetti che accomunano e aggregano i nostri iscritti sono sempre ben voluti dalla comunità e dal mio assessorato”, sottolinea Tesciuba, evidenziando l’importanza di attività capaci di creare partecipazione.
La squadra è già presente sui social network grazie all’enorme e prezioso lavoro di Sheila Vivanti e sta attirando l’attenzione di tanti giovani desiderosi di vivere lo sport in un ambiente sano e inclusivo. “Sono ragazzi volenterosi, ed è bello vedere anche i genitori che seguono e partecipano”, racconta Angelo Sed, Assessore ai Contributi CER. “Ci confrontiamo con le migliori squadre del Lazio e la prospettiva della società è crescere ancora. Nel prossimo futuro vorremmo attirare e coinvolgere altri ragazzi per formare più squadre”.
Grande entusiasmo anche da parte dell’allenatore Vito Vivanti: “Vedere un nostro ragazzo che segna, festeggia, gioca bene e si diverte mi apre il cuore. L’idea è quella di creare una società ebraica sì, ma aperta anche ad altri ragazzi, per costruire un ponte di dialogo soprattutto in questo momento storico”.
Un progetto dunque che unisce sport, volontariato e inclusione, con l’obiettivo di creare una comunità sempre più forte dentro e fuori dal campo.















