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    ITALIA

    Rabbino aggredito a Milano, Arbib: «Non è un episodio isolato. C’è un clima di antisemitismo»

    La fermata dell’autobus Bande Nere a Milano è diventata l’ennesimo sfondo della violenza antisemita in Italia: nel pomeriggio di mercoledì 16 settembre un rabbino sessantenne della comunità ebraica è stato insultato e aggredito da tre ragazzi, che lo hanno accerchiato prendendolo a calci e pugni.
    “L’episodio è particolarmente grave. È un’aggressione violenta che purtroppo si inserisce in una serie di episodi e in un clima di antisemitismo” ha dichiarato a Shalom il Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Milano, Rav Alfonso Arbib.
    Non si tratta difatti di un caso isolato, ma dell’ultimo tassello in una serie di aggressioni antisemite avvenute in Italia nell’ultimo periodo. “Quello che preoccupa è che questo clima viene negato o legittimato per via dell’ostilità nei confronti di tutto ciò che è israeliano o ebraico in assoluto, e spesso la gravità di ciò che sta succedendo viene ridimensionata” ha aggiunto Rav Arbib alla luce della tendenza a minimizzare questo fenomeno in crescita.
    Ma da questo clima deriva anche un ulteriore fattore preoccupante, che si traduce nella libertà di manifestare la propria identità ebraica attraverso simboli riconoscitivi. Rav Arbib ha commentato: “C’è sicuramente una preoccupazione nell’indossare dei simboli ebraici. È un forte limite alla libertà degli ebrei di essere se stessi”.
    Il Rabbino Capo ha inoltre espresso la sua gratitudine nei confronti di chi ha da subito dimostrato la propria vicinanza, tenendo ferma però la necessità di un riconoscimento del grave pericolo in cui vertono gli ebrei italiani. “Ho ricevuto molti messaggi di solidarietà, soprattutto da autorità religiose che ringrazio. Ma credo sia giunto il momento di non fermarsi al singolo episodio e capire che c’è un allarme antisemitismo in Italia”.
    Walker Meghnagi, Presidente della Comunità Ebraica di Milano, ha reso nota l’aggressione, esprimendo il proprio sgomento in merito. “Una cosa così violenta non è mai successa. Lo hanno preso a calci e pugni, gli hanno tolto il cappello, lo hanno calpestato e gli hanno sputato addosso. Da quello che mi hanno riferito si tratterebbe di tre persone di origine araba”.
    Gli aggressori sono stati individuati dalle forze dell’ordine e portati in questura poco dopo il fatto, grazie alla descrizione fornita dal rabbino e alle foto scattate durante la fuga dei tre ragazzi. È stato arrestato un ventenne tunisino e sono stati denunciati gli altri due ragazzi, di 19 e 22 anni, di origini tunisine e marocchine.
    Victor Fadlun, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, ha mostrato la propria vicinanza alla Comunità Ebraica di Milano in merito all’accaduto, e ha dichiarato: “Quello che più ci preoccupa e ferisce è l’indifferenza con la quale il moltiplicarsi di episodi di antisemitismo e la virulenza dell’odio antiebraico vengono ormai accolti”. Fadlun ha inoltre rimarcato l’importanza di reagire all’odio nei confronti degli ebrei in nome della Costituzione e ai diritti di tutti i cittadini: “L’antisemitismo è un crimine che non colpisce solo gli ebrei, ma incide sulla coesione sociale e mette a repentaglio le regole e i valori fondamentali su cui si basa il patto repubblicano”.
    Questa aggressione si fa testimone del contesto di grave antisemitismo in Italia che sta sfociando nella sua forma più temibile: la violenza fisica.

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