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    ITALIA

    A Torino incontro sul ddl antisemitismo. Ucei e parlamentari concordi: approvare subito la legge in lettura definitiva alla Camera

    Approvare la legge così come è passata al Senato. È questa la garanzia che non finisca nel novero dei provvedimenti che si perdono tra una lettura e l’altra del parlamento, non vedendo mai la luce. Il convegno di Torino sul ddl antisemitismo, promosso dall’Ucei, ha visto la presenza della presidente Livia Ottolenghi, del presidente della comunità ebraica di Torino Dario Disegni, della senatrice del Pd, Simona Malpezzi, degli onorevoli Alessandro Giglio Vigna, Lega, Andrea Orsini, Forza Italia e Piero Fassino, Pd. Il disegno di legge, dopo essere stato approvato al Senato in prima lettura, è adesso al vaglio della Commissione Affari Costituzionali della Camera. Ma verrà probabilmente approvato a ridosso o subito dopo la pausa estiva perché attualmente la commissione sta esaminando la modifica della legge elettorale. “Contrastare l’antisemitismo significa difendere i principi fondamentali della nostra democrazia- ha spiegato Livia Ottolenghi – Questo disegno di legge rappresenta un segnale importante da parte delle istituzioni e un passo necessario per riconoscere e respingere l’odio in tutte le sue forme. In un momento storico in cui il linguaggio dell’intolleranza si diffonde con crescente facilità, è fondamentale promuovere consapevolezza, responsabilità e strumenti efficaci di tutela”.
    Per l’onorevole Alessandro Giglio Vigna, della Lega, si proseguirà con il testo base del capogruppo del Carroccio al Senato Massimiliano Romeo che prevede l’adozione del testo dell’Ihra, l’Assemblea plenaria dell’Alleanza internazionale per la memoria della Shoah, che considera antisemita anche l’antisionismo o la negazione del diritto all’esistenza di Israele. Si può criticare il governo di Gerusalemme, ma, per esempio, non si possono fare paragoni impropri come quelli tra la politica israeliana e quella nazista. O considerare gli ebrei come collettivamente responsabili per le azioni dello Stato d’Israele. Da parte della sinistra, il tentativo era di sostituire la definizione dell’Ihra con quella di Gerusalemme per la quale si può definire il sionismo una forma di nazionalismo, sostenere il movimento Bds o paragonare Israele ad altri contesti storici. Ipotesi che è stata bocciata dalla maggioranza. E che verrà bocciata anche alla Camera. Il centrodestra è compatto, garantisce Alessandro Giglio Vigna, i deputati discuteranno del provvedimento ma senza cambiarlo. Stessa idea di Alessandro Orsini di Forza Italia. Il relatore alla Camera, Paolo Emilio Russo, è anch’egli di Forza Italia. Orsini parteciperà alla Commissione Affari Costituzionali in sostituzione di un altro collega proprio per seguire il ddl antisemitismo.
    È toccato alla senatrice Simona Malpezzi, area riformista dem, spiegare come si è arrivato all’accordo bipartisan in Senato che, ricordiamo, ha visto un centrosinistra diviso con i riformisti dem a favore insieme a Italia Viva e Azione, astenuta la maggioranza del Pd, contrari Cinque Stelle e Avs. Malpezzi ha spiegato il lavoro che è stato fatto per introdurre nelle scuole e nelle università una cultura propositiva che riconosca “l’antisemitismo come una forma d’odio a sé stante e completamente diversa dalle altre. E se anche il ddl non modifica il Codice penale o il codice di procedura penale, lavora molto sulla formazione e sull’istruzione”.
    Toccherà al deputato dem Piero Fassino vedere cosa succederà all’interno del centrosinistra alla Camera, soprattutto tra i democratici che sono divisi al loro interno, ma anche in questo caso per Fassino, “è necessario approvare in fretta la legge così com’è e cercare di arginare una piaga che sta crescendo in modo smisurato e pericoloso”.
    Molti gli interventi della serata, coordinati dall’assessora alla cultura della comunità di Torino e delegata Ucei nel capoluogo piemontese, Sara Levi Sacerdotti. Particolarmente importante, è stato l’intervento di Ruben Piperno della Keshet Italia APS – Associazione Ebraica lgbtqai+ proprio nel momento in cui arrivava la notizia dell’esclusione dal Pride di Roma per non aver voluto firmare il documento di condanna del governo israeliano. Una dimostrazione palese di quanto sia necessario il ddl antisemitismo.

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