
Un duro confronto si è consumato al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, dove l’ex ostaggio Ilana Gritzewsky ha denunciato quello che ha definito il mancato riconoscimento delle violenze sessuali commesse da Hamas durante gli attacchi del 7 ottobre 2023.
Intervenendo davanti ai delegati internazionali, Gritzewsky ha rivolto un appello diretto alla relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, Reem Alsalem, contestandone le posizioni assunte negli ultimi mesi. “Il suo rapporto parla di violenza contro le donne. Perché non c’è alcun riferimento ad Hamas?”, ha chiesto pubblicamente.
La donna, rapita durante l’assalto al kibbutz Nir Oz e successivamente detenuta nella Striscia di Gaza, ha raccontato la propria esperienza personale, descrivendo le violenze subite durante il sequestro. Nel suo intervento ha ricordato le condizioni in cui fu catturata e il trauma che continua a portare con sé dopo la liberazione. “Non sono una statistica né una voce in un rapporto”, ha detto. “Sono una sopravvissuta e una testimonianza vivente delle violenze subite”. Le sue parole hanno riportato al centro del dibattito internazionale una delle questioni più discusse legate agli eventi del 7 ottobre: l’utilizzo della violenza sessuale come arma durante l’attacco contro le comunità israeliane al confine con Gaza.
Le accuse di Gritzewsky si inseriscono in una polemica già aperta nei confronti di Alsalem. La funzionaria delle Nazioni Unite è stata criticata in passato per alcune dichiarazioni nelle quali aveva sostenuto che non esistessero prove indipendenti di stupri avvenuti durante il massacro del 7 ottobre. Posizioni che hanno suscitato forti reazioni da parte di organizzazioni ebraiche, esponenti politici israeliani e associazioni per i diritti delle donne.
L’intervento dell’ex ostaggio rappresenta un nuovo capitolo nello scontro tra Israele e alcuni organismi internazionali sulla narrazione degli eventi del 7 ottobre. Per molte vittime e per le loro famiglie, il riconoscimento pubblico delle violenze subite rimane una questione fondamentale non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello della memoria e della dignità delle persone coinvolte. A quasi tre anni dagli attacchi che hanno sconvolto Israele e innescato la guerra a Gaza, il dibattito sulle responsabilità, sulle violazioni dei diritti umani e sul ruolo delle istituzioni internazionali continua a dividere.
Nella foto Ilana Gritzewsky al Consiglio di Sicurezza dell’ONU il 27 agosto 2025.
(foto credit: WebTV UN)















