
Il fisico israeliano Haim Sompolinsky è tra i quattro vincitori della Medaglia Dirac 2026 dell’International Centre for Theoretical Physics, assegnata quest’anno per contributi pionieristici alla meccanica statistica.
Il riconoscimento premia una linea di ricerca che, dalla fisica dei sistemi complessi, arriva allo studio del cervello, delle reti neurali e dell’intelligenza artificiale. Sompolinsky, professore di biologia molecolare e cellulare e di fisica alla Harvard University, ha trascorso gran parte della sua carriera all’Università Ebraica di Gerusalemme, dove oggi è professore emerito. Il suo percorso scientifico si è sviluppato all’incrocio tra fisica statistica e neuroscienze, con studi sul funzionamento delle reti neuronali e sui meccanismi alla base della memoria, dell’apprendimento e dell’elaborazione delle informazioni.
Una parte importante della sua ricerca si è sviluppata attorno al modello di Hopfield, utilizzato per comprendere come il cervello riesca a recuperare un ricordo anche quando le informazioni disponibili sono incomplete o frammentarie. Nel corso della sua carriera, Sompolinsky si è concentrato anche sulle reti neurali profonde, contribuendo a creare un ponte tra la ricerca sul cervello e quella sull’intelligenza artificiale. Pur non essendo copie del cervello, queste reti condividono infatti un principio fondamentale: il comportamento complessivo emerge dall’interazione di un enorme numero di unità interconnesse.
Gli altri tre vincitori della Medaglia Dirac sono il professor Deepak Dhar, dell’Indian Institute of Science Education and Research Pune, in India; il professor Bernard Derrida, del Collège de France, in Francia; e il professor Marc Mézard, dell’Università Bocconi, in Italia. I tre hanno seguito traiettorie differenti ma complementari, contribuendo alla meccanica statistica dei sistemi complessi: dall’analisi dei sistemi disordinati alla criticità auto-organizzata, fino ai problemi di ottimizzazione.
Il direttore dell’ICTP, Atish Dabholkar, ha sottolineato che il lavoro dei quattro scienziati ha contribuito ad affermare la fisica teorica come «un potente strumento per affrontare una gamma estremamente ampia di problemi», ben oltre il suo ambito tradizionale. La Medaglia Dirac 2026 diventa così il riconoscimento di un percorso che dalla materia arriva al cervello e dalle reti neuronali all’intelligenza artificiale, mostrando come la fisica possa offrire nuovi metodi per comprendere alcuni dei sistemi più complessi della realtà.
Photo credits: Kris Snibbe/Harvard University














