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    Il 7 ottobre entra in Fauda: dall’8 settembre la quinta stagione su Netflix

    La lunga attesa dei fan di Fauda è (quasi) finita. La quinta stagione, già trasmessa in Israele, arriva su Netflix in tutto il mondo l’8 settembre 2026. A dare l’annuncio è stato Lior Raz, protagonista e co-creatore della serie, che torna nei panni di Doron Kavillio.

    Per Fauda, però, la quinta stagione rappresenta qualcosa di molto più significativo di un semplice ritorno sullo schermo. È infatti il primo capitolo della serie scritto dopo il 7 ottobre 2023, un evento che ha costretto i suoi autori a ripensare completamente la storia. Prima degli attacchi, Raz e Avi Issacharoff avevano già iniziato a lavorare alla nuova stagione. Tra le ipotesi prese in considerazione c’era anche quella di un attacco di Hamas contro un insediamento israeliano nel sud, con la presa di ostaggi e l’avvio di una situazione sempre più drammatica. L’idea, però, era stata scartata perché considerata poco realistica. “Poi è arrivato il 7 ottobre”, ha raccontato Raz a Ynet, “e abbiamo dovuto riscrivere la stagione perché quello che è successo era molto più grande e terrificante di quanto avessimo immaginato nella trama più cupa”.

    La nuova stagione è ambientata due anni dopo l’attacco e segue ancora una volta Doron e la sua squadra alle prese con una nuova minaccia contro Israele. Ma il 7 ottobre non è soltanto il contesto nel quale si svolge la vicenda: due episodi, il settimo e l’ottavo, tornano direttamente a quelle ore. La scelta ha avuto un forte impatto anche sul cast. Gli episodi raccontano infatti ciò che accade a una madre e ai suoi due figli in un kibbutz al confine con Gaza, dall’inizio dell’allarme fino alla loro tragica fine. In Israele la loro trasmissione è stata accompagnata da un “trigger warning”, lasciando agli spettatori la possibilità di scegliere se guardarli.

    Dafi Shoshana-Alpern, che interpreta Hagit Ben-Horin, ha raccontato quanto sia stato difficile trasformare in fiction un trauma così recente.

    “Quando Avi Issacharoff mi ha chiamato per dirmi cosa sarebbe successo al mio personaggio nella nuova stagione, ho capito che sarebbe stato qualcosa di grande, ma non avevo capito quanto”, ha raccontato l’attrice a Ynet. Era l’agosto 2024, meno di un anno dopo il 7 ottobre. “Ricordo che non riuscivo a parlare”. Alpern ha spiegato di aver vissuto le riprese in maniera particolarmente intensa anche perché lei stessa, dopo il 7 ottobre, era rimasta per mesi lontana da Tel Aviv. Quando ha scoperto quale sarebbe stato il destino di Hagit, ha raccontato di aver percepito quel ruolo come un’occasione per raccontare al mondo ciò che era accaduto. “Ho improvvisamente sentito di aver ricevuto ciò che volevo, che mi veniva data l’opportunità di fare diplomazia pubblica e raccontare al mondo cosa è successo quel giorno”. Per prepararsi alle scene, l’attrice ha dovuto confrontarsi con una realtà difficile da ricreare proprio perché realmente accaduta. L’impatto non è terminato con la fine delle riprese. Alpern ha raccontato di aver avuto bisogno di un percorso personale per elaborare quanto vissuto sul set. L’attrice ha inoltre raccontato di essersi rivolta al Dinah Project, organizzazione impegnata nella ricerca di giustizia per le vittime di violenza sessuale nei conflitti, con l’obiettivo di approfondire il tema e poterlo raccontare anche al pubblico internazionale.

    Il risultato è una Fauda più scura e segnata dalla perdita. La quinta stagione affronta il trauma lasciato dal 7 ottobre e il desiderio di vendetta che ne deriva, interrogandosi però anche sulle conseguenze di una violenza che genera altra violenza.

    “È una stagione sulla vendetta di sangue, ispirata a storie reali accadute dopo il 7 ottobre”, ha spiegato Raz. E proprio la distinzione tra realtà e fiction diventa sempre più sottile. “Hai visto Doron nei suoi momenti più difficili, più dolci, più solitari e più amorevoli”, ha detto l’attore. Lo conosci a 360 gradi. Quando lo vedi in una situazione del 7 ottobre, la percezione è diversa perché il pubblico si identifica già con lui”. Per Raz, Fauda ha ormai assunto anche una dimensione internazionale che va oltre l’intrattenimento. “Fauda è uno dei migliori strumenti per spiegare Israele nel mondo”, ha dichiarato. “All’inizio non era intenzionale. Abbiamo scritto una serie per gli israeliani. Non avremmo mai pensato che avrebbe avuto successo a livello globale, certamente non in questo modo”.

    Accanto a Lior Raz, Yaakov Zada Daniel e Doron Ben-David, la quinta stagione introduce anche nuovi personaggi. Tra i principali ingressi ci sono l’attrice francese Mélanie Laurent, conosciuta dal grande pubblico per il ruolo di Shosanna Dreyfus in Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, e Hakim Djaziri. La stagione è composta da 11 episodi, girati tra Israele e Ungheria, e vede Omri Givon alla regia. La sceneggiatura è firmata da Omri Shenhar, Avi Issacharoff, Lior Raz, Sari Azoulay Turgeman, Yona Rozenkier e Nir Berger.

    Dal 8 settembre 2026, il pubblico internazionale potrà quindi vedere la stagione che ha rappresentato, per gli stessi autori e attori, il confronto più diretto con il trauma del 7 ottobre. Non sarà una stagione facile. Lo stesso Raz lo ha anticipato: “Ci saranno avvertimenti sui contenuti. Ma credo che questa stagione creerà empatia negli spettatori, anche a livello internazionale”.

    Foto: Lior Raz di Sixth Floor Museum, CC BY 2.0 (modificata/ritagliata).

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