
Insomma questo mondiale non mi sta dando soddisfazioni. Prima di tutto in quanto italiano la non classificazione della squadra nazionale italiana brucia come gocce di limone su di una ferita che va avanti da troppo tempo. Poi l’altra sera l’esclusione del Portogallo per opera della Spagna ha aggiunto un’ ulteriore goccia di limone alla ferita. Per carità la Spagna ha vinto e non posso dire nulla, ma questo gol al novantunesimo minuto mi ha fatto pensare molto al concetto di vittoria. La vittoria nel calcio è un dato oggettivo, come spesso accade nello sport. Chi fa più gol vince. Punto. Certo possiamo poi discutere sull’andamento della partita, sulle azioni, sullo stile di gioco, ma resta il fatto che chi fa più gol vince. Nella vita la cosa funziona allo stesso modo? Chi fa più gol vince? Chi segna il punto vince? Insomma…le cose non stanno sempre così. Non sempre chi vince, vince davvero. Ci sono momenti nella vita in cui perdiamo. O comunque dobbiamo imparare a perdere o a comprendere che alcune partite sono finite, che alcune realtà per quanto doloroso sia, non esistono più e non possono più esistere. Può capitare nella vita che finiscano amicizie, relazioni d’amore, finiscano progetti lavorativi, può capitare nella vita che persone con le quali fino a ieri hai condiviso elementi importanti della tua vita non facciano più parte della tua vita e quindi le perdi. Eppure fino a ieri erano lì, parte del tuo quotidiano ed il giorno dopo, sono via, in altri luoghi, in altri contesti o sei tu ad essere andato via, perché fuori da alcuni luoghi e da alcuni contesti. E’ questa una situazione in cui esiste una perdita o esiste una vittoria? In realtà non sempre esiste una vittoria, perchè non abbiamo un vero e proprio gol che è entrato nella tua porta ed ha segnato il punto. A volte semplicemente si esce dal campo, si lascia il gioco, la squadra non esiste o non ne siamo più parte. Qualcuno potrà gridare alla vittoria, ma in realtà la parola vittoria in ebraico si dice nitzachon ניצחון , parola che politicamente abbiamo ascoltato spesso e che forse non ne comprendiamo il senso nella sua radice profonda. Nitzachon ניצחון è legato a netzach נצח parola che ha che fare con la esistenza eterna del tempo, la dimensione infinita di una catena di eventi, di storie, di esistenze. In fondo la lingua ebraica viene a dirci che il nitzachon ניצחון, la vittoria, è tale a lungo raggio, ben oltre il misero tempo del gioco di una partita o il misero tempo dell’esistenza di un progetto di lavoro, il nitzachon, la vittoria, si misura nello sguardo infinito dei valori che rappresentiamo con la nostra esistenza quotidiana, valori che se sono reali, durano per sempre, sguardo dopo sguardo, negli occhi dei nostri discendenti, alunni ed amici veri, nella memoria di una forza eterna come quella di Am Israel e degli ebrei che sanno vincere lungo il largo cammino della storia.
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