
Si è aperta anche a Roma la 27a edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, l’appuntamento promosso in tutta Italia dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dedicato quest’anno al tema “Amore”. Nella Capitale, la Giornata ha costituito come ogni anno l’occasione per condividere con la cittadinanza gli oltre duemila anni di presenza ebraica sul territorio e l’enorme patrimonio che in questo ampio lasso di tempo si è costruito.
Il programma ha preso il via questa mattina ai Giardini del Tempio, con l’apertura ufficiale e i saluti della Direttrice del Centro di Cultura Ebraica Giorgia Calò e del vicepresidente della Comunità Ebraica di Roma Alessandro Luzon.
Il tema scelto per questa edizione attraversa l’intero programma romano, declinando l’amore nelle sue molteplici dimensioni: spirituale, culturale, scientifica, artistica e comunitaria.
“Oggi con questa serie di incontri e di esperienze proponiamo una serie di riflessioni su quella straordinaria storia d’amore che è la cultura ebraica” ha sottolineato Giorgia Calò. L’importanza della condivisione del proprio patrimonio con l’esterno è stata al centro dell’intervento di Luzon, che è intervenuto anche sulla funzione strategica dell’amore nell’ebraismo: ne rappresenta un perno e si concretizza in molteplici ambiti, proprio come questa giornata si impegna ad illustrare.

La Vice Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Lazio Civita Di Russo ha sottolineato l’importanza del dialogo interreligioso e interculturale, identificando questa Giornata come un momento fondamentale per conoscersi reciprocamente attraverso un tema particolarmente significativo. Alessandra Sermoneta, Vicepresidente del I Municipio e delegata sindaco Gualtieri ha definito la Giornata come un’occasione per condividere un patrimonio di oltre duemila anni che continua a svilupparsi.
Dopo l’apertura, il primo incontro è stato dedicato all’“Amore verso D-o”, con gli interventi di Rav Roberto Colombo, Anna Arbib, Alberto Sonnino e Shulim Vogelmann, moderati da Claudio Procaccia, Direttore del Dipartimento di Beni e Attività Culturali della CER.

Rav Colombo ha fatto partire il proprio ragionamento dall’amare D-o come precetto, che può apparire particolare ma che costituisce l’essenza stessa dell’ebraismo e la base dell’interazione con il prossimo. Ha quindi spiegato l’imprescindibile connessione tra le azioni e il sentimento, con l’amore che ne costituisce il motore.
La professoressa Anna Arbib ha spiegato come in questo mese di Elul il popolo ebraico si riconcili con D-o, in attesa delle festività che apriranno il nuovo anno, a partire da Rosh HaShanà e Kippur, con l’espiazione e la teshuvà, il pentimento. Un intervento che ha messo in relazione i riferimenti biblici con le vicende dell’attualità, concludendo con l’auspcio di un anno di pace.
Lo psichiatra e psicanalista Alberto Sonnino ha parlato dell’amore per se stessi come elemento imprescindibile dell’identità ebraica, che ha permesso la conservazione del popolo ebraico nel corso dei secoli attraverso la resilienza e il rispetto, valori che mancano proprio agli odiatori che ne vorrebbero la distruzione. L’editore Shulim Vogelmann ha spiegato l’interpretazione data dall’amore nell’ebraismo da Rav Sacks attraverso diversi riferimenti biblici.
La mattinata è proseguita con l’appuntamento “Amore per la scienza”, che ha visto la partecipazione di Paolo Agnoli, Enzo Campelli, Piera Levi Montalcini e Aldo Winkler, moderati da Ruben Spizzichino. Un confronto dedicato al rapporto tra conoscenza, responsabilità e ricerca.

Il fisico Paolo Agnoli ha messo al centro del suo intervento il culto dello studio che ha da sempre animato l’ebraismo insieme al dibattito che è alla base della religione stessa. Sono proprio questi elementi che hanno permesso negli anni al popolo ebraico di ottenere risultati importanti come testimoniano i tanti Premi Nobel.
A proposito di Nobel, Piera Levi Montalcini ha ricordato la ricerca scientifica della zia Rita attraverso la storia di famiglia.
Il sociologo Enzo Campelli ha analizzato l’evolversi della Scienza negli ultimi secoli e il ruolo dello scienziato nel leggere la realtà. Il fisico Aldo Winkler si è soffermato su tre storie eccezionali di resilienza e progresso personale e scientifico, attraverso i brevi racconti su Lucia Bedarida Servadio, Leone Anticoli e Gabriele Veneziano.

Gli appuntamenti proseguiranno nel pomeriggio, sempre ai Giardini del Tempio, con l’incontro “Amore per la terra. Tra arte e letteratura”, con Roberta Ascarelli, Ilana Efrati e Laura Quercioli, moderato da Giorgia Calò. A seguire, al Museo Ebraico di Roma, è previsto il concerto “AmoR / RomA”, con Shakèd Bar, Claudio Di Segni e Salvatore Carchiolo.
La giornata romana coinvolge anche altri luoghi della cultura ebraica cittadina. La Libreria Ebraica Kiryat Sefer resterà aperta fino alle 19 e ospiterà alle 18.30 l’incontro e firmacopie con Yarona Pinhas per l’uscita del suo ultimo libro, mentre alle 19 la Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano “Tullia Zevi” proporrà la visita alla mostra “Difendere e diffondere la cultura nostra”, dedicata alla storia della Federazione delle Associazioni Culturali Ebraiche, al suo archivio e alla Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano. Anche le altre sinagoghe, l’Archivio storico, il Museo ebraico e gli altri siti religiosi e culturali sono oggi aperti per condividere il patrimonio ebraico romano con l’esterno.
L’edizione 2026 della Giornata Europea della Cultura Ebraica coinvolge complessivamente 112 località in 17 regioni italiane, con Bologna come città capofila. Coordinata in Italia dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e promossa a livello europeo dalla European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage, la manifestazione è ormai uno degli appuntamenti culturali più partecipati del Paese. Città capofila in cui hanno preso il via le celebrazioni con la partecipazione istituzionale è stata Bologna, con incontri, laboratori per bambini, visite guidate, concerti e momenti di dialogo interreligioso che si susseguono per l’intera giornata.
Anche a Roma, dunque, la Giornata Europea della Cultura Ebraica conferma la propria vocazione: aprire porte, creare occasioni di incontro e raccontare la vitalità dell’ebraismo italiano attraverso storia, pensiero, arte, musica e dialogo. Una giornata che, nel segno dell’amore, invita il pubblico a entrare in contatto con una tradizione antica e viva, profondamente radicata nella storia della città.












