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    Cultura

    Carbonara vegetariana

    Ci sono parole che, nel mondo ebraico, sentiamo continuamente: “Si è sempre fatto così”. A volte sono parole preziose, custodiscono memoria, identità, continuità. Ci ricordano che apparteniamo a qualcosa di più grande di noi. Ma altre volte rischiano di diventare un muro. Un modo per smettere di ascoltare, di capire, di crescere.

    Le idee preconcette nascono spesso proprio lì: quando confondiamo la fedeltà con la rigidità.

    La cucina ebraica, in realtà, racconta l’esatto contrario, racconta adattamento continuo. Gli ebrei hanno attraversato deserti, espulsioni, migrazioni, cambiando lingua e paese infinite volte. E ogni volta la cucina si è trasformata insieme a loro. Ingredienti sostituiti, ricette reinventate, tradizioni reinterpretate secondo le necessità, la kasherut, la povertà o le possibilità del luogo. Ed è proprio questo il miracolo: nonostante tutti i cambiamenti, l’identità è rimasta intatta. Forse perché l’identità vera non vive nella rigidità esterna, ma nell’intenzione profonda.

    Anche nelle nostre vite funziona così. Abbiamo idee preconcette sulle persone, sui percorsi spirituali, sulle famiglie, persino su noi stessi. Pensiamo che qualcuno non cambierà mai. Pensiamo che esista un solo modo corretto di essere religiosi, presenti, moderni, tradizionali, forti. Ma D-o crea un mondo che cambia continuamente.

    Le stagioni cambiano, i corpi cambiano,  le persone cambiano. Persino il deserto attraversato dal popolo ebraico non era un luogo statico: era in movimento costante. Forse maturare significa proprio imparare a distinguere tra ciò che è essenza e ciò che è solo abitudine.

    Una carbonara vegetariana, in fondo, racconta questo, come prendere un’idea conosciuta,  alleggerirla e trasformarla, renderla adatta ad un’altra tavola, ad altre esigenze, ad un altro equilibrio. Non cerca di distruggere la tradizione: cerca di dialogare con essa.

    Perché le tradizioni più forti non hanno paura delle domande e nemmeno dei cambiamenti.

    Ingredienti

    • 320 g di pasta
    • 4 tuorli
    • 1 uovo intero
    • 120 g di parmigiano o pecorino kasher grattugiato
    • 2 zucchine
    • 250 g di funghi champignon
    • Pepe nero abbondante
    • Olio extravergine d’oliva
    • Sale

    Preparazione

    Tagliate le zucchine e i funghi a piccoli dadini e rosolateli in padella con olio extravergine fino a quando saranno ben dorati.

    In una ciotola mescolate i tuorli, l’uovo intero, il formaggio grattugiato e abbondante pepe nero.

    Cuocete la pasta e conservate un po’ di acqua di cottura. Unite la pasta alle verdure e, a fuoco spento, aggiungete la crema di uova, mescolando rapidamente. Se necessario aggiungete poca acqua di cottura per ottenere una consistenza cremosa.

    Servite subito, con altro pepe nero e formaggio grattugiato.

    Illustrazione di Ludovica Anav

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