
Per i lettori di Shalom, Angelo Pezzana è una firma familiare. Per molti anni ha raccontato Israele dalle pagine di questa rivista con lo sguardo di chi il Paese non si è limitato a visitarlo, ma lo ha conosciuto e amato profondamente. I suoi articoli erano il frutto di un rapporto costruito nel tempo, alimentato da decine di viaggi, incontri, amicizie e da una costante curiosità intellettuale.
L’attività giornalistica è stata una delle forme attraverso cui Pezzana ha espresso il proprio legame con Israele. Oltre a Shalom, ha collaborato per anni con Il Bollettino – Bet Magazine, con Libero e con altre testate, fino a dare vita insieme a Fiamma Nirenstein all’esperienza di Informazione Corretta, nata dalla convinzione che Israele meritasse di essere raccontato con maggiore equilibrio e onestà intellettuale. Un progetto che fu precursore della capacità della controinformazione di svilupparsi sul web.
Questo suo impegno emerge con chiarezza nel volume Angelo Pezzana. La sfida dei diritti. Una vita dedicata a omosessualità, Israele e libri (Salomone Belforte), scritto dal giornalista Daniele Toscano. Il libro non si limita a ricostruire una biografia, ma utilizza la vicenda di Pezzana come filo conduttore per attraversare oltre mezzo secolo di storia politica, culturale e civile italiana.
Il rapporto di Pezzana con Israele era nato molto prima dell’impegno pubblico. Già negli anni della formazione in Svizzera aveva appreso della storia degli ebrei e delle persecuzioni a cui erano stati sottoposti: da questo primo approccio prese il via una chiara presa di posizione destinata a trasformarsi, soprattutto dagli anni Ottanta in poi, in una delle grandi passioni della sua vita. Da allora Israele entrò in ogni ambito del suo impegno: nei testi della libreria Luxemburg, dove la sezione dedicata all’ebraismo è sempre stata una delle più ricche; nei viaggi culturali organizzati per far conoscere il Paese; nelle iniziative promosse con le Associazioni Italia-Israele; nelle conferenze, nel giornalismo e nell’attività politica.
Anche all’interno del Partito Radicale, accanto a Marco Pannella, Pezzana contribuì a fare di Israele un tema politico: emblematiche furono la campagna a favore dei refuznik sovietici e il Congresso del Partito Radicale tenutosi a Gerusalemme nel 1988.
Questa presa di posizione gli costò anche gravi attacchi, come l’attentato alla libreria, quando nella notte tra il 12 e il 13 aprile del 1988 una bomba molotov bruciò la metà dei libri del piano terra, punto più alto di diverse forme di contestazione e boicottaggio che lo colpirono in quegli anni.
Ma il libro mostra anche come questa passione si inserisca in un percorso più ampio, sempre guidato dalla stessa idea di fondo: la tutela dei diritti e della dignità della persona. È da qui che nasce il suo impegno nel 1971 con la fondazione del FUORI!, il primo movimento organizzato per i diritti degli omosessuali in Italia. È la stessa sensibilità che lo porterà a impegnarsi, negli anni successivi, anche sul terreno della salute mentale, contribuendo, anche attraverso l’impegno nelle istituzioni piemontesi, all’attuazione della riforma Basaglia, e più in generale in tutte quelle battaglie civili che mettevano al centro chi era discriminato.
Dietro tutto questo, però, c’è sempre la cultura. La scoperta della Beat Generation, l’incontro con Fernanda Pivano, Allen Ginsberg, Isaac Bashevis Singer e con la letteratura yiddish, le librerie Hellas e Luxemburg, fino alla partecipazione decisiva alla nascita del Salone Internazionale del Libro di Torino. Per Pezzana i libri non sono mai stati soltanto oggetti da vendere o leggere: sono stati strumenti di libertà, luoghi di incontro, occasioni di confronto tra idee diverse.
Attraverso un’accurata ricerca documentaria, stampa dell’epoca e numerose testimonianze, a partire da quella dello stesso protagonista, Daniele Toscano riesce a restituire tutta la complessità di un personaggio difficilmente riducibile a un’unica etichetta. Attivista, libraio, organizzatore culturale, giornalista, politico, sostenitore di Israele: ogni definizione coglie soltanto una parte della sua storia. Resta soprattutto l’immagine di un intellettuale libero, capace di andare controcorrente senza mai rinunciare alla coerenza. Una figura che continua a interrogare il presente e che, anche attraverso le pagine di Shalom, ha contribuito per molti anni a far conoscere Israele ai lettori italiani con passione, competenza e autonomia di giudizio.













