
Racconta una delle storie meno conosciute della Shoah, la mostra “Ci hanno ridato la speranza”, ospitata al Museo Catavento della città brasiliana di São Paulo. L’esposizione, realizzata dal Memoriale del campo di concentramento di Dachau, ripercorre le vicende di sette bambini ebrei nati tra il settembre 1944 e l’aprile 1945 nel sottocampo di Kaufering I, parte del complesso del campo di Dachau, e sopravvissuti agli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale.
Attraverso 37 pannelli con fotografie, documenti originali dell’epoca, testimonianze delle sopravvissute e materiali d’archivio, la mostra ricostruisce le esperienze delle sette madri ebree ungheresi e dei loro sette figli, documentando come riuscirono a sopravvivere nonostante le condizioni disumane a cui erano sottoposte. Un evento raro ma reso possibile anche dalla rete di solidarietà che si creò tra le prigioniere, capaci di proteggere i neonati.
Secondo gli organizzatori, si tratta di un evento eccezionale: nei campi nazisti, infatti, le donne incinte venivano spesso uccise o selezionate per la morte appena la gravidanza veniva scoperta. In questo caso, grazie anche all’avvicinarsi della fine della guerra e al collasso dell’organizzazione del campo, le gravidanze riuscirono a restare nascoste fino al parto.
Un’attenzione particolare è riservata a George Legmann, uno dei sette bambini nati a Kaufering I. Sopravvissuto alla Shoah, emigrò con la famiglia in Brasile dopo la guerra, dove la sua vicenda è diventata il simbolo di memoria e resilienza.

Patrocinata dal Consolato Generale di Germania a San Paolo, da StandWithUs Brasil e da altre istituzioni, la mostra resterà aperta fino al 31 agosto.
Il Museo Catavento, inaugurato nel 2009 nello storico Palácio das Indústrias, è oggi il museo scientifico più visitato di São Paulo. La struttura, gestita dalla Segreteria di Stato per la Cultura, l’Economia e le Industrie Creative e amministrata da Catavento Cultural e Educacional, propone oltre 200 installazioni interattive distribuite in quattro aree permanenti – Universo, Vita, Ingegneria e Società – su una superficie di oltre 12 mila metri quadrati.
Dalla sua apertura il museo ha accolto più di otto milioni di visitatori. Nel solo 2025 ha registrato circa 820 mila ingressi, confermandosi uno dei principali poli culturali del Brasile e un punto di riferimento nella divulgazione scientifica, con l’obiettivo di avvicinare alla conoscenza pubblici di ogni età.
In foto: Mostra “Ci hanno ridato la speranza” Credit: Museo Catavento














