
“Sono qui con voi, per amore, per la mia fede nella pace e per il desiderio di ballare, vivere e festeggiare di nuovo insieme”. È il messaggio lanciato da Boy George, icona pop britannica e frontman dei Culture Club, arrivato sabato in Israele in vista dei due concerti in programma a Tel Aviv il 4 e il 7 novembre.
Una visita che va oltre la musica e che rappresenta un gesto di amicizia e solidarietà nei confronti di Israele e del suo popolo, dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023. Una presa di posizione nonostante le minacce, i boicottaggi e le accuse che l’artista sta affrontando anche a livello professionale.
Ad accoglierlo all’aeroporto Ben Gurion sono stati Sylvan Adams, presidente del Congresso ebraico mondiale in Israele, e Guy Beser, co-proprietario di Live Nation Israel.
“Ho molti amici ebrei che sono persone meravigliose e voglio far sapere al mondo quanto lo siano. Sentivo il bisogno di parlare e raccontare a tutti la vostra storia”, ha affermato il cantante, interprete di successi come ‘Karma Chameleon’ e ‘Do You Really Want to Hurt Me’.
Come ha raccontato, la sua scelta nasce soprattutto dal legame con alcune persone che conosce fin dall’età di 15 anni. Dopo il 7 ottobre, le conversazioni con loro lo hanno spinto a rompere il silenzio. “È assurdo che si sentano così insicuri, impotenti e spaventati. Ho sentito il bisogno di dire qualcosa”, ha spiegato. Le sue parole, ha aggiunto, sono state accolte con un apprezzamento “davvero importante e, a dire il vero, piuttosto travolgente”.
Proprio queste conversazioni hanno ispirato l’artista nella composizione di ‘We Will Dance Again’, scritta dopo aver visitato a Londra una mostra dedicata al festival musicale Nova, teatro del massacro del 7 ottobre, quando centinaia di persone furono uccise e altre rapite dai terroristi di Hamas. Il titolo riprende le parole diventate simbolo della speranza e della resilienza dei sopravvissuti al rave.
“Penso che, in un certo senso, la canzone dica tutto quello che volevo dire”, ha affermato l’artista. Un messaggio affidato alla musica, capace di trasformare il dolore in un invito alla speranza e alla resilienza.

Sylvan Adams ha ringraziato Boy George per la sua amicizia e vicinanza in un momento difficile per Israele e per il popolo ebraico, sottolineando il valore della sua presenza nel Paese. “Boy George, un vero amico di Israele che non ha paura di battersi per ciò che è giusto” ha scritto in un post su Instagram.
Il primo concerto si terrà il 4 novembre alla Menora Mivtachim Arena di Tel Aviv, dove l’artista si esibirà insieme al cantante israeliano Ivri Lider.
Il 7 novembre tornerà a esibirsi per una serata speciale dedicata alla comunità del festival Nova e alle famiglie delle vittime, con la partecipazione del DJ Ofer Nissim.
Sylvan Adams, il Museo della Tolleranza di Gerusalemme e Live Nation Israel hanno donato 1.500 biglietti ai sopravvissuti al massacro e ai familiari delle persone uccise. Inoltre, il 3 novembre Boy George visiterà il luogo del festival Nova insieme a Omer Shem Tov, sopravvissuto al rave ed ex ostaggio, e a rappresentanti della comunità.
Foto Instagram @boygeorgeofficial












