
Dopo aver letto un post di Lorenzo Bises sulla storia del suo trisnonno Raimondo Ruben Bises, conosciuto da tutti come sor Raimondo, ho deciso di approfondire questa storia così particolare. Sor Raimondo nacque in via Rua a Roma nel 1860, e divenne cittadino libero a dieci anni, dopo la breccia di Porta Pia; morì nel 1941. La moglie Eugenia Sed Gentile nacque e morì a Roma (1867-1942). Ebbero cinque figli: Sergio (nato a Roma nel 1898 e morto nel 1942 a Buenos Aires), Enrico (nato nel 1894 a Roma e morto a Buenos Aires nel 1960), Arnaldo, Lina e Fernanda, di questi ultimi tre non sono riuscito a ricostruire i dati. Come scrive Marcella Filippa nel suo libro sulla famiglia Bises, diversi membri morirono suicidi e “almeno cinquanta parenti stretti” persero la vita “ad Auschwitz”.


La famiglia Bises affittò un grande spazio a Palazzo Altieri, in Piazza del Gesù, per allestirvi un negozio di stoffe, tessuti e arredamento. Marcella Filippa, nel libro Anna Bises Vitale: la narratrice, racconta che il negozio Bises era riconosciuto come uno dei più forniti della città. Raimondo iniziò la sua attività fornendo stoffa ai venditori ambulanti, allora una professione comune tra gli abitanti del ghetto. Anna Bises lo descrive come un “simpatico buontempone, forse solo in apparenza, da povero che era aveva raggiunto una posizione economica non indifferente”. La famiglia ha origini sefardite e, secondo Anna, prese il nome da un luogo, o da un fiume (il Rio Besòs), della provincia spagnola di Estremadura.
Raimondo diventò imprenditore molto giovane, iniziando come venditore ambulante di elastici, spilli e bottoni. Una volta diventato cittadino a tutti gli effetti, incominciò “ad acquistare scampoli, poi stoffe di cotone bianco per lenzuola e tovaglie, che vendeva alle suore e agli alberghi, e poi” riuscì “a comprare un carretto con cui fare l’ambulante, fino a quando” riuscì ad “affittare un locale alle Botteghe Oscure, per traslocare negli anni Trenta al Palazzo dei principi Altieri.”
Con le leggi razziste fasciste i fratelli Bises dovettero chiudere il loro negozio in Via del Gesù. La Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, del 19 settembre 1941, informò la collettività della cessazione del negozio Bises F.lli.: “Registro ditte n. 8.504. Sede: Roma, via del Gesù, 93. Forma giuridica: società in nome collettivo. Commercio tessuti ed affini. Soci: 1) Bises Carlo di Raimondo (discriminato); B) Bises Sergio di Raimondo, entrambi residenti in Roma, via San Valentino, 11. (Cessata per scioglimento di società, in data 30 aprile 1941-XIX).”
Con l’inasprirsi delle leggi razziste, parte della famiglia si trasferì in Argentina, dopo aver provato ad emigrare in Egitto, che tuttavia negò loro il visto. Raimondo provò ad emigrare da Marsiglia, ma venne rispedito a Roma. Morì di morte naturale in un albergo in via Veneto nel 1941.












