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    Il dipinto ‘Woman with a Fan’ torna agli eredi di un collezionista d’arte ebreo olandese

    Dopo 67 anni all’Art Institute of Chicago, ‘Woman with a Fan’ (Donna con ventaglio), dipinto a Parigi nel 1913 dall’artista Jean Metzinger, torna agli eredi di Emanuel Lewenstein, collezionista d’arte ebreo olandese.
    Il museo americano ha deciso di restituire l’opera alla famiglia Lewenstein dopo aver stabilito che il dipinto faceva parte della sua collezione e che fu messo all’asta ad Amsterdam nell’ottobre 1940, in circostanze riconducibili alla persecuzione nazista.
    Nato nei Paesi Bassi, Emanuel Lewenstein era direttore dell’azienda di famiglia di macchine da cucire e collezionista d’arte. Suo cugino Paul Citroën, mercante d’arte e artista, ebbe un ruolo importante nella formazione della sua collezione. Nel 1928 Lewenstein acquistò da Citroën ‘Woman with a Fan’.
    Lewenstein morì nel 1930 e la collezione rimase alla moglie Hedwig. Dopo la morte di lei, nel 1937, passò ai due figli, Robert e Wilhelmine. Quest’ultima si era trasferita in Mozambico già nel 1938, mentre Robert aveva lasciato i Paesi Bassi nel 1939.
    Nel maggio 1940 la Germania nazista invase i Paesi Bassi. La collezione Lewenstein rimase nel Paese e, nello stesso anno, numerose opere furono messe in vendita presso la casa d’aste Frederik Muller di Amsterdam. Tra queste figurava anche ‘Woman with a Fan’.
    Ancora oggi non è stato possibile stabilire chi abbia consegnato la collezione alla casa d’aste né chi abbia ricevuto il ricavato della vendita. Secondo la ricostruzione effettuata dai ricercatori, tuttavia, la vendita fu involontaria.
    A ricostruire il legame tra il dipinto e i Lewenstein è stato soprattutto un dettaglio quasi invisibile. Sul retro della tela, un esame condotto con imaging a infrarossi ha permesso di leggere una scritta a matita con il nome di Paul Citroën. Il ritrovamento, insieme alla documentazione d’archivio, ha consentito ai ricercatori di collegare l’opera alla collezione Lewenstein e di identificarla nel contesto dell’asta del 1940.
    Dopo la guerra, il percorso del quadro rimase a lungo oscuro. ‘Woman with a Fan’ riapparve sul mercato olandese nei primi anni Cinquanta, passando poi per la Galerie Ariel di Parigi e la Sidney Janis Gallery di New York. Nel 1959 entrò nelle collezioni dell’Art Institute of Chicago come dono dei coniugi Sigmund Kunstadter.
    “In assenza di prove contrarie, è appropriato considerare la vendita come una conseguenza della persecuzione nazista e quindi come una vendita forzata: fu confiscato oppure venduto sotto pressione”, ha spiegato Jacques Schuhmacher, direttore esecutivo del Dipartimento di ricerca sulla provenienzia dell’Art Institute, a Catherine Hickley di The Art Newspaper. La ricerca è stata condotta anche in collaborazione con Mondex Corporation, società canadese specializzata nella ricerca e nella restituzione di opere d’arte sottratte durante la Shoah. “Questa restituzione riflette il nostro impegno ad agire quando nuove ricerche chiariscono la provenienza di un’opera”, ha aggiunto Schuhmacher.

    Foto di copertina: Art Institute of Chicago

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