Skip to main content

Ultimo numero Luglio – Agosto 2026

Scarica il Lunario

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati


    NEWS

    Sventolare le bandiere di Hezbollah e Hamas in piazza, ma “non è antisemitismo”

    L’immagine che rimane della lunga giornata di ieri è quella di due signore attempate che inneggiano ad Hezbollah nella manifestazione contro il ddl antisemitismo davanti a Montecitorio. Due signore di quelle che incontri sul pianerottolo di casa, che saluti, alle quali chiedi magari le uova che ti sei dimenticata di comprare al supermercato. Ma poi ti rendi conto che tutto cambia e che ti sembra tornare il 1938. Perché quelle stesse signore, una con i capelli bianchi e l’altra tinti di rosso, vengono riprese dalle telecamere in piazza Montecitorio, sotto le bandiere di Hezbollah, Hamas e del regime iraniano, mentre cantano una filastrocca inquietante: viva Hezbollah, gloria eterna a Nasrallah urlando a tutto spiano. Un momento talmente imbarazzante che anche gli stessi organizzatori della manifestazione cercano di fermare per non inficiare la protesta di quella che viene definita una “legge bavaglio”.
    Purtroppo, inneggiare al gruppo terroristico libanese sotto anche la bandiera del regime iraniano non fa che ricordare, nella mente di chi scrive, il cappio al collo messo ai giovani e alle giovani che manifestano per la libertà nelle strade di Teheran. E che diventa l’ennesima occasione mancata a dimostrare ancora una volta che antisionismo e antisemitismo se, come dicono i manifestanti, non sono la stessa cosa, vanno troppo spesso a braccetto. Eppure, ci avevano provato le 300 sigle di associazioni a manifestare contro quello che definiscono un ddl antidemocratico, a difendere il diritto di critica con tanto di cartelli con la bocca coperta dal nastro adesivo nero o dalla kefiah che provocano brividi e rimandano alle vittime del sette ottobre legate e imbavagliate.
    A raggiungere il presidio anche qualche parlamentare del M5s (tra cui il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi) e la dem Laura Boldrini. Intanto, all’interno di Montecitorio si assiste all’ennesimo rinvio, il ddl arriverà il 2 ottobre in aula alla Camera per l’approvazione definitiva, a prima firma del senatore della Lega Massimiliano Romeo. E, come al Senato, consegnandoci un centrosinistra spaccato. Se, infatti, Movimento 5 stelle e Avs sono dichiaratamente contro il provvedimento, tra i dem le posizioni sono articolate. Piero Fassino, membro di Sinistra per Israele Due popoli due Stati, a favore del sì, Laura Boldrini per il no. In mezzo la segretaria, Elly Schlein, che potrebbe dare indicazione al partito di astenersi. I centristi dell’opposizione invece sono a favore. Le divisioni nascerebbero dal fatto che nel ddl si è deciso di adottare come linee guida gli indicatori della definizione di antisemitismo proposta dall’IHRA (Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto), rigidi nel condannare paragoni impropri tra governo israeliano e nazisti, ma che per i manifestanti non consentirebbero critiche al governo di Gerusalemme. Una narrativa contestata dalle comunità ebraiche. La presidente dell’Ucei Livia Ottolenghi attacca la Federazione Nazionale della Stampa per aver partecipato ai presidi. “Nessun bavaglio, nessuna censura, nessuna repressione. Il Ddl 1004 contro l’antisemitismo non prevede norme liberticide, né poteri di denuncia, pena o sanzione. Si può dissentire da una proposta di legge, ma manomettere i fatti è inaccettabile, tanto più se a farlo sono professionisti dell’informazione”.
    Divisioni che, almeno per quanto riguarda pd, m5s e avs, spariscono nel chiedere di calendarizzare la proposta di legge unitaria sul divieto di importazione e pubblicità di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nel territorio palestinese occupato ad emulazione del Regno Unito. Una mossa che, ancora una volta, colpevolizza Israele senza se e senza ma.
    Maggioranza, invece, compatta sul ddl antisemitismo con Isabella De Monte di Forza Italia che chiosa: “La migliore risposta alle bandiere di Hamas che sventolavano durante la manifestazione arrivi dalla Camera è l’approvazione definitiva approvazione del testo”. Con buona pace delle signore attempate che inneggiavano a Nasrallah, alle quali, sia ben inteso, non chiederemmo mai un uovo né ci fermeremmo a parlare sul pianerottolo.

    CONDIVIDI SU: