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    ISRAELE

    Rosh Hashanà, Herzog dagli apicoltori: “Il miele israeliano, una tradizione storica e biblica”

    “Il miele israeliano fa parte di una tradizione storica e biblica che ci accompagna ancora oggi”. Con queste parole, in vista di Rosh Hashanà, il presidente israeliano Isaac Herzog ha sottolineato l’importanza del legame tra la terra d’Israele e il miele durante un incontro con apicoltori e rappresentanti del Consiglio israeliano per l’Impollinazione e il Miele. “Finisca l’anno con le sue maledizioni, inizi l’anno con le sue benedizioni. Buone notizie a tutto il popolo d’Israele”, ha aggiunto Herzog, richiamando la frase recitata all’inizio del nuovo anno ebraico.
    Il legame tra il miele e la terra d’Israele è antico. La Bibbia la descrive come una “terra dove scorrono latte e miele” e ancora oggi il miele rappresenta un prodotto importante dell’agricoltura nazionale. In Israele se ne consumano circa 4.500 tonnellate ogni anno, con quasi il 40 per cento dei consumi concentrato nel mese di Tishrì, che coincide con le principali festività autunnali.
    La maggior parte del miele consumato proviene dalla produzione locale. Gli alveari sono distribuiti dal Golan e dalla Galilea fino al Negev e all’Arava. Gli apicoltori spostano le arnie tra le diverse aree agricole non solo per seguire le fioriture, ma anche per favorire l’impollinazione di mandorli, avocado, agrumi e numerose altre colture. In alcune piantagioni, la presenza delle api può raddoppiare o persino triplicare i raccolti.
    Negli ultimi anni, tuttavia, il settore ha dovuto affrontare nuove difficoltà, legate sia alla guerra sia ai cambiamenti climatici, che hanno aggiunto ulteriori pressioni su un comparto strettamente legato all’ambiente.

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