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    ISRAELE

    Rimossi migliaia di biglietti dal Muro Occidentale

    Sono appelli di pace e messaggi di speranza quelli lasciati nelle fessure del Muro Occidentale di Gerusalemme. Come ogni anno, alla vigilia di Rosh Hashanah, il Capodanno ebraico, migliaia di questi bigliettini vengono rimossi per essere successivamente sepolti secondo la tradizione ebraica sul Monte degli Ulivi.

    A occuparsi della raccolta è la Western Wall Heritage Foundation. Attraverso il sito della Fondazione sono giunti anche messaggi da oltre 140 Paesi. “Ciò che ha colpito in particolare di recente sono i messaggi inviati tramite il sito della Fondazione da cittadini di Paesi ostili a Israele, tra cui Iran, Yemen, Iraq, Qatar, Libano, Pakistan, Sudan, Giordania, Egitto e Kazakistan. – ha affermato la Fondazione – si tratta di richieste commoventi e, soprattutto, di preghiere per la pace, la riconciliazione e la costruzione di legami tra popoli e nazioni”.

    Oltre che da Stati Uniti, Brasile, Argentina, Germania, Ucraina e Canada, i messaggi sono arrivati da luoghi lontani e inaspettati, tra cui India, Sudafrica, Indonesia, Taiwan, Giamaica, Kenya e Nigeria. “Una testimonianza del legame globale e transfrontaliero con il Muro Occidentale”, ha sottolineato la Fondazione.

    Il Muro diventa così, ancora una volta, un punto d’incontro tra speranze personali e preghiere collettive. Tra i biglietti affidati alle sue pietre ci sono quelli di soldati dell’esercito israeliano, cittadini, turisti e leader politici.

    Il rabbino Shmuel Rabinowitz ha supervisionato la raccolta e ha recitato una preghiera per l’unità del popolo ebraico e affinché le richieste affidate alle pietre possano essere accolte.

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