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    ISRAELE

    Com’era la scuola in Israele prima di Zoom e dei tablet

    Con l’avvicinarsi del nuovo anno scolastico, l’archivio fotografico del Keren Kayemeth LeIsrael–Jewish National Fund (KKL-JNF) apre una finestra sulla scuola di quasi un secolo fa, attraverso cinque fotografie rare che raccontano la vita degli studenti nella Terra d’Israele tra il 1925 e il 1963. Sono immagini lontane dall’idea di scuola a cui siamo abituati oggi: niente computer, presentazioni, smartphone o lavagne digitali. Al loro posto ci sono lavagne di ardesia, gesso, libri, quaderni, banchi di legno e aule semplici. Eppure, dietro questi oggetti quotidiani emerge qualcosa di più della storia dell’istruzione: il ritratto di una società che stava crescendo e costruendo il proprio futuro.

    La fotografia più antica risale all’agosto del 1925 e arriva da Kfar Hasidim. I bambini del moshav non sono seduti in un’aula, ma in cerchio sotto la grande chioma di un albero, mentre ascoltano la lezione all’aperto, in mezzo ai campi. È una scena quasi d’altri tempi, che restituisce il legame profondo tra educazione, natura e vita agricola nelle comunità che stavano prendendo forma nel Paese. Quindici anni dopo, nel 1940, la scena cambia e si sposta a Gerusalemme, nella biblioteca della Spitzer Girls’ School. Una studentessa è accanto a un tavolo colmo di libri: un’immagine semplice, ma significativa di un’epoca nella quale la biblioteca e il libro rappresentavano strumenti fondamentali per accedere alla conoscenza.

    Bambini durante una lezione all’aperto in un campo, Kfar Hasidim, 15 agosto 1925. Foto di Yosef Schweig, Archivio fotografico KKL-JNF

    Un’altra fotografia, scattata nel 1944 al Kibbutz Mishmar HaEmek, mostra invece una classe nel pieno di una lezione. Banchi, lavagna e studenti compongono una scena che può apparire familiare ancora oggi, anche se ogni dettaglio racconta un mondo molto diverso da quello contemporaneo. Le ultime due fotografie portano negli anni Sessanta. A Tzur Hadassah, nel 1961, una studentessa è in piedi davanti alla lavagna mentre risolve un problema di aritmetica sotto gli occhi dei compagni. A Gerusalemme, nel maggio del 1963, una classe affollata e vivace è impegnata in un’attività che oggi sembra quasi dimenticata: i bambini ricevono lettere dai loro amici di penna, con i quali intrattengono una corrispondenza regolare. Prima di WhatsApp e dei messaggi istantanei, l’attesa di una lettera faceva parte della vita scolastica e dei rapporti tra coetanei.

    Bambini in un istituto educativo a Mishmar HaEmek, 1944. Crediti fotografici: M. Schwartz, Archivio fotografico KKL-JNF

    Le fotografie fanno parte dello storico archivio del KKL-JNF, che raccoglie immagini dedicate ai paesaggi del Paese, alle comunità, all’educazione e alla vita quotidiana a partire dai primi decenni del Novecento. “Queste fotografie ci permettono di entrare per un momento nelle aule del passato e di vedere non solo come imparavano i bambini, ma anche quale società si stava costruendo qui”, spiega Efrat Sinai, direttrice degli Archivi del KKL-JNF. Attraverso la lavagna, i libri, i banchi e persino la lezione svolta sotto un albero, osserva Sinai, le immagini raccontano il profondo legame tra educazione, comunità e amore per la terra. È forse questo il valore più interessante di queste fotografie. A quasi un secolo di distanza, raccontano quanto siano cambiati gli strumenti e gli ambienti dell’apprendimento, ma anche quanto sia rimasto immutato il cuore della scuola: una comunità riunita intorno alla conoscenza. Dalla lezione sotto un albero alle aule con i primi banchi, fino alle lettere degli amici di penna, queste immagini restituiscono la memoria di un Israele in costruzione e di generazioni di bambini che, in modi molto diversi da quelli di oggi, imparavano guardando al futuro.

    scuola femminile Spitzer
    La biblioteca della scuola femminile Spitzer a Gerusalemme, 1940. Crediti fotografici: Photo Levi, Archivio fotografico KKL-JNF

     

    Scolari che ricevono lettere durante una lezione, maggio 1963, Gerusalemme. Crediti fotografici: David Hirschfeld, Archivio fotografico KKL-JNF
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